Il tema della povertà torna al centro dell’attenzione cittadina con la IX Giornata mondiale dei poveri, celebrata domenica 16 novembre, mentre la Caritas di Verona diffonde numeri che mostrano un quadro in costante peggioramento. La ricorrenza, promossa dalla Chiesa veronese con un calendario di incontri e attività, vuole riportare la fragilità sociale al centro del dibattito pubblico. Il vescovo Domenico Pompili ha richiamato l’importanza di uno sguardo attento verso chi vive condizioni difficili, sottolineando il valore dell’ascolto come primo passo nella lotta all’indifferenza.
L’appuntamento più significativo si è svolto nella giornata precedente, sabato 15 novembre, con il Giubileo diocesano della speranza e della povertà, celebrato nella basilica di San Zeno. Qui oltre 300 persone in situazione di vulnerabilità hanno partecipato a un momento comunitario scandito da testimonianze, preghiere ecumeniche e un pranzo condiviso. L’evento ha voluto restituire protagonismo a chi quotidianamente affronta disagi economici e sociali, coinvolgendo volontari, operatori e fedeli in un percorso di riflessione collettiva.
Il programma promosso dalla Caritas si estende in tutta la Diocesi con iniziative differenziate: inaugurazioni di spazi dedicati, raccolte di abiti, pranzi solidali, incontri con gruppi parrocchiali e attività pensate per bambini e famiglie. Le celebrazioni si muovono sullo sfondo del messaggio di papa Leone XIV, che richiama la necessità di considerare la povertà non come un destino ineluttabile, ma come una forma di ingiustizia da contrastare attraverso scelte concrete e quotidiane.
Parallelamente agli eventi, la Caritas di Verona ha presentato il proprio rapporto annuale, un documento che conferma la crescente richiesta di aiuto da parte delle famiglie. Nel 2024 i Centri di ascolto hanno accompagnato 3.778 nuclei familiari, per un totale di 10.654 persone, segnando un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. La maggioranza dei beneficiari è composta da donne (63%) e da cittadini stranieri (59%). L’età media degli utenti si attesta a 50,7 anni, mentre il 31% risulta occupato, dato che evidenzia come la povertà colpisca anche chi ha un lavoro ma non riesce a far fronte alle spese quotidiane.
La mappa delle difficoltà mostra che l’82,8% delle famiglie affronta problemi economici, spesso legati alla diminuzione del reddito o all’aumento dei costi dell’abitare. Seguono le criticità connesse all’occupazione (19,1%), mentre una famiglia su dieci segnala problematiche di salute, difficoltà abitative o tensioni familiari. A questi numeri si aggiunge la situazione delle persone che vivono ai margini e che richiedono percorsi di accoglienza più articolati.
Attualmente, nelle strutture gestite da Caritas sul territorio diocesano, in collaborazione con parrocchie, associazioni e servizi sociali, trovano ospitalità 425 persone. Accanto all’accoglienza diretta, la rete sostiene 815 cittadini nel pagamento di affitti, utenze e spese condominiali, uno dei capitoli più onerosi per chi vive una condizione di precarietà. Il quadro complessivo restituisce un territorio in cui la pressione economica continua a crescere, richiedendo interventi sempre più integrati e una presenza costante degli operatori sociali.
La Giornata mondiale dei poveri diventa così un’occasione per riportare al centro la solidarietà e rilanciare l’impegno di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Le iniziative diffuse nelle parrocchie e nei quartieri, unite a un sistema di ascolto capillare, rappresentano uno strumento fondamentale per intercettare bisogni emergenti e costruire risposte concrete, immediate e dignitose.