L’ex cinema Astra rinasce come museo archeologico: Verona riscopre la sua “piccola Pompei”

Sotto le poltrone rosse dell’ex sala di via Oberdan, riemerge una domus romana di 2.000 anni fa: affreschi, mosaici e riscaldamento d’epoca

Sotto lo storico cinema Astra di Verona si cela un gioiello dell’archeologia romana rimasto nascosto per secoli: un complesso residenziale risalente all’età augustea, oggi al centro di un ambizioso progetto di recupero e valorizzazione. Il sito, giudicato tra i più importanti ritrovamenti archeologici della città, è destinato a diventare un museo pubblico, grazie all’intervento dello Stato e alla collaborazione tra Ministero della Cultura e proprietà privata.

La scoperta, avvenuta nel corso di scavi effettuati sotto la sala di via Oberdan, ha rivelato una “piccola Pompei” nel cuore di Verona: una struttura con circa venti stanze affrescate, pavimenti in mosaico e un avanzato sistema di riscaldamento, crollata in seguito a un incendio nel IV secolo d.C., ma incredibilmente ben conservata proprio grazie al collasso delle strutture superiori.

Secondo gli archeologi, si tratterebbe di una domus o di un albergo di lusso ante litteram, situato in una posizione strategica, tra porta Borsari e la via Postumia, accesso principale alla Verona romana. L’importanza del sito, con i suoi 400 metri quadrati di straordinaria ricchezza decorativa, ha spinto il Ministero della Cultura ad avviare un piano di acquisizione e trasformazione in polo culturale.

Da degrado a patrimonio pubblico

Dopo oltre vent’anni di abbandono e proposte di riconversione commerciale mai realizzate, l’ex Astra si prepara a rinascere nel segno della cultura. «Alla fine ha vinto il valore civile e collettivo del patrimonio storico», ha dichiarato Gian Marco Mazzi, sottosegretario alla cultura e promotore dell’operazione. «La proprietà ha accettato l’offerta dello Stato, comprendendo l’importanza del sito. Non ci saranno negozi o supermercati, come previsto inizialmente: il luogo tornerà a vivere come spazio pubblico, come museo archeologico».

Il trasferimento formale del bene dovrebbe avvenire tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con risorse già stanziate per l’avvio dei lavori di recupero. L’obiettivo è restituire alla collettività un luogo di bellezza e memoria, dove cinema e archeologia si fondono in un nuovo linguaggio espositivo.

Il cinema rinasce, in chiave romana

Il progetto museale manterrà viva l’identità dell’Astra come luogo di visione e narrazione, reinterpretandolo in chiave archeologica. Lo spazio sarà allestito per accogliere visitatori, studenti e turisti, offrendo un percorso immersivo tra le testimonianze della Verona romana: mosaici decorativi, affreschi in rosso pompeiano e grigio antracite, ambienti termali e vani residenziali.

Un evento pubblico di presentazione del progetto è previsto nei prossimi mesi, per condividere con i cittadini le linee guida del nuovo allestimento e il significato civico della trasformazione. «Sarà il museo dei veronesi, dedicato alla loro storia», ha assicurato Mazzi.

Un investimento che genera identità e futuro

Il recupero del sito dell’ex cinema Astra rappresenta un modello virtuoso di valorizzazione del patrimonio culturale, capace non solo di creare economia turistica, ma soprattutto di rafforzare l’identità collettiva. «Investire nella cultura è una scelta di visione», ha concluso il sottosegretario, «significa trasformare un luogo abbandonato in un motore di bellezza, conoscenza e appartenenza».

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