Il Comune di Verona ha lanciato un appello formale al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e all’Anci, segnalando i gravi ritardi nel rilascio e nel rinnovo dei permessi di soggiorno. L’iniziativa, condivisa con altri amministratori locali italiani, nasce dalla necessità di porre rimedio a una situazione che ostacola la vita quotidiana di migliaia di cittadini stranieri, regolarmente residenti nel Paese.
La lettera, firmata anche dal sindaco di Verona, denuncia una macchina amministrativa bloccata, incapace di rispondere in tempi accettabili alle esigenze di persone che lavorano, vivono e crescono in Italia da anni. Secondo i dati forniti da Palazzo Barbieri, oltre 5,3 milioni di cittadini stranieri vivono attualmente nel territorio nazionale, pari a circa il 9% della popolazione. Tuttavia, chi deve rinnovare un permesso di soggiorno si ritrova spesso ad affrontare un percorso a ostacoli fatto di attese interminabili e rinvii.
In alcune zone d’Italia occorrono oltre nove mesi solo per ottenere un appuntamento, ai quali si aggiungono almeno quattro mesi per ricevere il documento aggiornato. Questa condizione, si legge nella nota del Comune, ha ripercussioni gravi e immediate sulla vita delle famiglie straniere, come la sospensione di assegni familiari, l’impossibilità di firmare contratti di lavoro o affitto, e difficoltà nell’accesso a corsi di formazione o percorsi di integrazione.
L’amministrazione veronese evidenzia che la burocrazia in questo settore genera una condizione di precarietà continua, facendo sentire molte persone “come se fossero ospiti temporanei in una vita che invece dovrebbe essere stabile”.
Per affrontare questo problema, la lettera propone una serie di soluzioni operative concrete, tra cui:
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Protocolli di collaborazione tra Comuni e Questure, per la trasmissione diretta dei rinnovi all’anagrafe;
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Sperimentazioni nazionali che coinvolgano enti locali e polizie municipali nella gestione delle pratiche;
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Estensione agli uffici postali abilitati delle procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno;
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Piena attuazione della Piattaforma Digitale Nazionale Dati, per migliorare lo scambio di informazioni tra amministrazioni e accelerare i controlli.
La richiesta dei sindaci è chiara: servono interventi rapidi e concreti per snellire le pratiche e garantire diritti fondamentali a persone che vivono stabilmente in Italia e contribuiscono alla società.
Il Comune di Verona si unisce così a una rete di amministrazioni che invocano un cambio di passo, affinché il diritto alla residenza e alla stabilità amministrativa non venga più compromesso da ritardi ingiustificati. L’appello lanciato alle più alte cariche dello Stato vuole essere un segnale forte di responsabilità istituzionale, volto a rimuovere ostacoli burocratici che minano l’integrazione e la dignità di migliaia di famiglie.