In Veneto gli adolescenti leggono, fanno sport e usano l’intelligenza artificiale. È il quadro che emerge dall’edizione 2025 dell’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, che dedica un approfondimento alla fascia 13–19 anni, con un focus sui giovani della regione. I dati fotografano una generazione dalle molte contraddizioni: culturalmente attiva e tecnologicamente connessa, ma ancora fragile sotto il profilo del benessere psicologico.
Lettura, cultura e attività fisica: Veneto sopra la media
Nel confronto nazionale, il Veneto si distingue per l’alto tasso di lettura tra gli adolescenti: il 63,4% legge libri al di fuori della scuola, contro una media italiana del 53,8%. Anche la partecipazione a mostre e musei (58,8%) e siti archeologici (41,8%) è superiore alla media nazionale.
Sul fronte sportivo, solo il 9,3% dei ragazzi veneti non svolge alcuna attività fisica, contro il 18,1% a livello italiano. Un dato che conferma una maggiore propensione al movimento, anche in contesti urbani e scolastici.
Tuttavia, le presenze a teatro (27,8%) e ai concerti (30,5%) risultano inferiori alla media nazionale, evidenziando una distanza da forme di cultura dal vivo, probabilmente legata anche a disponibilità economiche e abitudini familiari.
Intelligenza artificiale: tra studio, emozioni e solitudine
Uno degli aspetti più sorprendenti del report è l’uso massiccio dell’IA tra i giovani italiani, che raggiunge il 92,5% nella fascia 15–19 anni, con quasi un terzo che la utilizza quotidianamente. I chatbot generativi (ChatGPT, Claude, Dixit) sono i più diffusi (68,3%), seguiti da traduttori automatici (42,5%) e assistenti vocali (33,3%).
Il dato più rilevante riguarda però l’impiego emotivo dell’IA: il 41,8% degli adolescenti dichiara di aver chiesto aiuto a questi strumenti in momenti di tristezza, ansia o solitudine, e oltre il 42% per consigli su studio, relazioni, sentimenti e futuro professionale. Una percentuale significativa (9,3%) utilizza chatbot relazionali come Character AI o Anima, a testimonianza di un bisogno diffuso di dialogo e ascolto, anche virtuale.
Benessere psicologico: fragilità e divari di genere
Il benessere mentale dei giovani resta un’area critica. Solo il 49,6% degli adolescenti italiani presenta una salute mentale soddisfacente, con un divario netto tra ragazzi (66%) e ragazze (34%). In Veneto, come nel resto del Paese, la fragilità psicologica colpisce più duramente le adolescenti, che registrano tassi maggiori di insoddisfazione, autoisolamento (9%) e uso di psicofarmaci senza prescrizione (16,3%).
A incidere sono le disuguaglianze sociali: il 26,1% dei giovani tra gli 11 e i 15 anni è a rischio povertà o esclusione sociale, con differenze marcate tra Nord (15,2%), Centro (24,1%) e Sud Italia (41,9%). Anche la cittadinanza incide: il rischio riguarda il 38% dei giovani con cittadinanza non italiana, rispetto al 24,2% degli italiani.
Una generazione in trasformazione
Gli adolescenti oggi rappresentano appena il 6,86% della popolazione nazionale, quota destinata a ridursi ulteriormente nei prossimi decenni. In Veneto sono circa 76.000, pari al 6,8% degli abitanti. A cambiare non è solo il numero, ma la struttura stessa delle famiglie: il 25,1% ha un solo figlio, e un adolescente su quattro vive con un solo genitore, nella maggior parte dei casi la madre.
La fotografia di Save the Children racconta una generazione segnata dalla pandemia, ma alla ricerca di spazi di espressione, sicurezza e ascolto, con un uso della tecnologia sempre più integrato anche nella sfera emotiva.
L’Atlante lancia un messaggio chiaro: le politiche pubbliche devono investire di più nel benessere psicologico, nei servizi territoriali per l’età evolutiva e in una scuola che sappia educare anche all’affettività, alla sessualità e alle relazioni.