Dopo oltre trent’anni di richieste e proteste da parte dei cittadini, è finalmente partito il cantiere per la variante alla strada statale 12, nel tratto che collega Verona sud a Isola della Scala. I primi lavori, avviati in località Pila del Padovano, segnano l’inizio di una trasformazione viabilistica strategica per tutto il territorio a sud del capoluogo scaligero. L’intervento, atteso da decenni, punta a ridurre il traffico pesante nei centri abitati, migliorando la qualità della vita nei Comuni attraversati dalla statale.
I primi movimenti riguardano la predisposizione dell’area di cantiere, con tracciamenti, recinzioni e operazioni di bonifica bellica. Seguiranno oltre cento sondaggi archeologici, necessari prima dell’avvio effettivo della costruzione. Il progetto, assegnato al Consorzio C.E.C. di Perugia, è stato ufficialmente affidato nel luglio scorso. Con il definitivo ormai completato, si attende la firma del contratto per procedere con l’esecutivo.
L’opera avrà una lunghezza di 14,5 chilometri e comporterà un investimento di 263 milioni di euro, finanziato da Anas tramite fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La nuova variante rientra nel più ampio piano di potenziamento viario a sud di Verona e rappresenta una delle infrastrutture più attese nel Veronese, con benefici diretti per i residenti di Ca’ di David, Castel d’Azzano, Buttapietra, Vigasio e Isola della Scala.
Un tracciato strategico
La nuova arteria si svilupperà in direzione nord-sud, partendo dalla zona dell’Alpo, dove si collegherà alla tangenziale sud di Verona con due intersezioni principali, per poi innestarsi nella variante già realizzata a Isola della Scala. Sono previste tre intersezioni complete e due semisvincoli, oltre a tratti di raccordo con la viabilità locale.
L’area d’intervento ricade nella zona sud del Comune di Verona, con un coinvolgimento anche del tratto 5 della Strada di Gronda, importante collegamento tra la bretella T4-T9, l’Interporto Quadrante Europa e lo svincolo dell’Alpo. L’attuale tracciato della statale attraversa diversi centri urbani, causando congestione, smog e insicurezza, in particolare per il traffico pesante che attraversa quartieri residenziali.
Una lunga attesa tra ostacoli e rilanci
Il progetto ha affrontato un percorso lungo e complesso, con continui rallentamenti, modifiche e momenti di stallo. Tuttavia, grazie all’impegno congiunto tra Regione, parlamentari locali e amministrazioni comunali, si è giunti all’apertura del cantiere. Veneto Strade ha finanziato la progettazione, mentre la realizzazione vera e propria è a carico dello Stato.
Elisa De Berti, vicepresidente della Regione Veneto e assessore uscente alle infrastrutture, ha ricordato l’inizio del percorso nel 2015, quando alcuni cittadini riaccesero il dibattito sulla necessità della variante. «Anas inizialmente era contraria al finanziamento, ma oggi possiamo dire che la strada è realtà», ha affermato. Determinante fu il sostegno di parlamentari di diverse forze politiche e l’accelerazione impressa durante l’amministrazione comunale guidata da Sboarina.
I tempi di realizzazione
I lavori dureranno circa quattro anni, con un impatto immediato su viabilità e cantieri già visibili sul territorio. La realizzazione della variante rappresenta una svolta epocale per il sud della provincia di Verona, garantendo non solo un miglioramento della mobilità, ma anche una riduzione dell’inquinamento e un aumento della sicurezza per residenti e pendolari.