Verona città laboratorio: il nuovo PAT verso l’adozione entro le Olimpiadi 2026

Chiusa la fase di concertazione pubblica: il Piano di Assetto del Territorio punta su rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e mobilità integrata

Il nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT) di Verona entra nella fase finale, con l’obiettivo dichiarato di adottarlo entro l’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. L’evento pubblico dell’8 novembre 2025, ospitato all’Università degli Studi di Verona, ha rappresentato un momento cruciale nel percorso di confronto, partecipazione e visione condivisa che ha coinvolto oltre cinquanta realtà pubbliche e private.

Verona si conferma “città laboratorio” per una nuova stagione urbanistica italiana, fondata su un approccio sistemico: leggere i cambiamenti, rispondere alle esigenze della contemporaneità e pianificare una città resiliente, inclusiva, ecologica e interconnessa.

Il sindaco: “Un processo storico e condiviso”

Nel suo intervento, il sindaco di Verona ha definito il PAT un impegno coraggioso e collettivo, ricordando come la città abbia bisogno di concretezza e tempi certi, senza cedere alla lentezza delle scadenze elettorali. “Stiamo costruendo qualcosa che va oltre le singole presenze. Qualcosa che resterà“, ha dichiarato, sottolineando la portata storica di un processo che, come per il progetto della filovia, dimostra che le idee possono diventare realtà se condivise e strutturate con visione.

Anche la vicesindaca e assessora all’Urbanistica ha ribadito l’importanza di questo percorso partecipativo, avviato due anni fa, che ora si traduce in un impianto strutturale orientato a generare valore urbano e ambientale. “È un cambio di mentalità profondo: dal modello espansivo del passato a una pianificazione generativa, capace di valorizzare ogni intervento”, ha affermato.

Le direttrici del nuovo PAT: una città più giusta e sostenibile

Nel corso dell’evento, i contributi tecnici hanno evidenziato i cinque assi strategici attorno ai quali si articolerà il nuovo PAT:

1. Transizione ecologica e rigenerazione urbana

Paolo Galuzzi (Sapienza, Roma) ha illustrato le direttrici per una rete ambientale continua, l’introduzione dell’Indice di Transizione Ecologica, la lotta al consumo di suolo e l’adozione di masterplan per aree strategiche come il centro storico e la ZAI storica.

2. Casa accessibile e nuovi modelli abitativi

Il tema abitativo viene affrontato in chiave inclusiva, con quote obbligatorie di edilizia sociale, incentivi per il recupero del patrimonio inutilizzato e sperimentazioni di abitare-misto in contesti produttivi.

3. Riconversione della ZAI storica

Nico Cattapan (Socialseed) ha presentato la trasformazione della ZAI da zona industriale disconnessa a distretto multifunzionale, integrato con Verona Sud e dotato di servizi per i lavoratori e la comunità.

4. Mobilità sostenibile e infrastrutture integrate

Fabio Torta (TRT) ha introdotto un sistema di mobilità intermodale basato su filovia, fermate ferroviarie urbane, dorsali ciclabili, parcheggi scambiatori e viabilità secondaria rispettosa dello spazio pubblico.

5. Infrastrutture verdi e progetto ambientale

Matteo Pedaso (LAND) ha definito la natura come architettura portante del piano: paesaggio agricolo come infrastruttura eco-sistemica, connessione tra fiume, colline e forti storici, con obbligo di dimostrare il contributo alla resilienza climatica e alla biodiversità urbana per ogni intervento edilizio.

Una piattaforma per le politiche pubbliche del futuro

Il PAT si configura non solo come strumento urbanistico, ma come piattaforma abilitante per politiche pubbliche multidisciplinari. Una struttura flessibile, in grado di incrociare esigenze sociali, ambientali, economiche e culturali, con l’obiettivo di rafforzare Verona come città europea abitabile e competitiva.

La partecipazione registrata, il numero e la qualità dei contributi ricevuti, confermano l’interesse e l’impegno della cittadinanza verso una trasformazione urbana condivisa e duratura.

Prossimo passo: l’adozione del PAT entro il 2026

Con l’evento dell’8 novembre si conclude la fase di concertazione pubblica, che ha dato forma e sostanza a un documento strategico frutto di confronto e ascolto. Ora si apre il rush finale verso l’adozione formale del Piano, prevista prima delle cerimonie olimpiche del 2026, scadenza simbolica ma concreta per consegnare alla città una visione strutturata, operativa e orientata al futuro.

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