Nella tarda serata di giovedì 6 novembre, due adolescenti provenienti da Gaza sono giunti all’ospedale di Borgo Trento a Verona, dove sono stati ricoverati nel reparto di Chirurgia pediatrica. Si tratta di un ragazzo di 14 anni e di una ragazza di 13, entrambi feriti da esplosioni e traumatizzati dal conflitto in corso. Il loro arrivo rappresenta un nuovo capitolo di solidarietà internazionale per la sanità veronese, ormai punto di riferimento per l’accoglienza di pazienti provenienti da zone di guerra.
I due giovani sono atterrati alle 22.45 all’aeroporto militare di Villafranca Verona, dove li attendevano le ambulanze del Suem 118. Dopo il trasferimento al Pronto soccorso pediatrico, i medici hanno subito avviato le prime valutazioni cliniche. Le condizioni di entrambi sono state definite gravi ma stabili, con lesioni da scoppio e traumi multipli riconducibili agli effetti diretti della guerra.
Il ragazzo di 14 anni presenta ferite alla teca cranica e aveva già subito un intervento chirurgico nel luogo d’origine. Attualmente è seguito da un’équipe multidisciplinare che comprende specialisti di neurochirurgia, chirurgia pediatrica e riabilitazione. La ragazza di 13 anni, invece, è stata sottoposta a una TAC d’urgenza e portata immediatamente in sala operatoria per trattare ferite infette e un trauma renale.
Entrambi i pazienti si trovano ora sotto osservazione nel reparto di Chirurgia pediatrica, diretto dal professor Luca Giacomello, che ha sottolineato la complessità dei due casi: «Entrambi rappresentano situazioni cliniche importanti. Sono stabili, ma dovranno essere sottoposti a ulteriori indagini e cure specialistiche», ha dichiarato.
L’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (Aoui) ha coordinato non solo l’assistenza medica, ma anche il trasporto e l’accoglienza delle famiglie dei due ragazzi, garantendo un percorso di sostegno completo. I nuovi pazienti si aggiungono ai quattro bambini palestinesi già accolti nei mesi scorsi — due a giugno e due ad agosto — che, dopo un periodo di degenza e cure specialistiche, sono stati dimessi e seguiti in follow-up.
Questo intervento conferma l’impegno umanitario e sanitario dell’ospedale veronese, che continua a distinguersi come centro di eccellenza per la cura dei minori provenienti da aree di conflitto, offrendo loro non solo assistenza clinica ma anche un contesto sicuro e solidale.