Il grande teatro torna a Verona con una stagione ricca di emozioni

Dal 4 novembre al Teatro Nuovo, otto spettacoli tra classici e novità porteranno in scena temi universali, con artisti del calibro di Massini, Cristicchi, Marcorè e Argentero

Teatro Nuovo di Verona

La rassegna “Il Grande Teatro” riaccende le luci del Teatro Nuovo di Verona per una nuova edizione, in programma dal 4 novembre 2025 al 29 marzo 2026. Giunta alla trentanovesima stagione, la manifestazione propone otto spettacoli per un totale di 48 rappresentazioni, confermandosi uno dei più importanti appuntamenti culturali della città e un punto di riferimento per il teatro di prosa italiano.

L’edizione 2025-2026 si distingue per la varietà dei linguaggi e la profondità dei temi affrontati, con un’attenzione particolare alla riflessione sull’identità, i rapporti familiari, il potere e la condizione umana. La rassegna è promossa dal Comune di Verona e organizzata in collaborazione con il Teatro Stabile di Verona – Fondazione Atlantide, da anni impegnato nel garantire qualità artistica e accessibilità al pubblico.

Ad aprire il cartellone, dal 4 al 9 novembre, sarà “Ritorno a casa” di Harold Pinter, diretto e interpretato da Massimo Popolizio. La commedia nera del premio Nobel inglese mette in scena una famiglia disfunzionale dove l’arrivo di una donna innesca un sottile gioco di potere, cambiando per sempre gli equilibri tra i personaggi.

Dal 18 al 23 novembre, il palco accoglie “Iliade. Il gioco degli dèi”, un adattamento poetico del poema omerico firmato da Roberto Aldorasi, Alessio Boni e Marcello Prayer, con la partecipazione di Iaia Forte. Lo spettacolo riflette sulla guerra come destino ineluttabile, proponendo una lettura attuale dei miti antichi e del ruolo della responsabilità individuale.

Il 9 dicembre sarà la volta di Stefano Massini con “Mein Kampf”, uno spettacolo che affronta il potere delle parole e la manipolazione ideologica. Il celebre drammaturgo italiano mette in scena una riflessione lucida sulla propaganda, partendo dal testo scritto da Hitler nel 1924, per interrogare il presente attraverso il passato.

Il nuovo anno si apre con una nota leggera: dal 6 all’11 gennaio, Neri Marcorè vestirà i panni del celebre detective in “Sherlock Holmes – Il musical”, una commedia musicale piena di enigmi e ironia, ambientata nella Londra vittoriana. Un’opera che unisce ritmo, comicità e musica per coinvolgere spettatori di tutte le età.

Dal 27 gennaio all’1 febbraio andrà in scena “Il medico dei maiali” di Davide Sacco, con Luca Bizzarri e Francesco Montanari. Vincitrice del Premio Nuove Sensibilità 2022, questa satira politica ambientata in una corte grottesca riflette sul potere, la corruzione e l’inadeguatezza.

Momento poetico e spirituale dal 10 al 15 febbraio con “Franciscus, il folle che parlava agli uccelli” di Simone Cristicchi, un ritratto inedito di San Francesco d’Assisi. Lo spettacolo alterna canzoni inedite e parole d’autore per raccontare la crisi, la rinascita e la semplicità rivoluzionaria del santo.

Dal 24 febbraio all’1 marzo sarà la volta di “Mirandolina” di Marina Carr, riscrittura contemporanea della “Locandiera” goldoniana. Tradotta da Monica Capuani e diretta da Caitríona McLaughlin, la pièce affronta il tema della paura femminile e della libertà, interrogando il pubblico sulla condizione della donna e le dinamiche di potere.

A chiudere la stagione, dal 24 al 29 marzo, “November” di David Mamet, con Luca Barbareschi e Chiara Noschese, che cura anche la regia. Una commedia politica cinica e tagliente, ambientata alla vigilia delle elezioni presidenziali americane, dove un presidente in crisi cerca disperatamente di salvare la sua carriera con trovate al limite dell’assurdo.

Ogni spettacolo sarà accompagnato da un incontro con il pubblico, in programma il giovedì alle ore 18, per favorire il dialogo tra artisti e spettatori. I biglietti sono disponibili online e presso le biglietterie ufficiali, con campagne di abbonamento attive già dal 14 luglio.

“Il Grande Teatro” si conferma un’esperienza culturale capace di unire intrattenimento e pensiero, offrendo al pubblico veronese una stagione intensa, ricca di contenuti e aperta al confronto con le grandi domande del nostro tempo.

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