Emergenza casa a Verona: Bertucco chiede un piano straordinario da 200 milioni

L’assessore comunale sollecita Regione e Governo a investire risorse per rilanciare l’edilizia pubblica e fronteggiare l’aumento degli affitti, seguendo l’esempio dell’Emilia-Romagna.

Michele Bertucco

Un appello forte arriva da Michele Bertucco, assessore del Comune di Verona, che chiede alla Regione Veneto e al Governo nazionale di intervenire con un piano straordinario per la casa da almeno 200 milioni di euro. L’iniziativa, spiega, dovrebbe ispirarsi al recente provvedimento dell’Emilia-Romagna, dove è stato stanziato un fondo da 300 milioni per riqualificare e rendere disponibili gli alloggi pubblici inutilizzati.

Una crisi strutturale e non emergenziale

Per Bertucco, la situazione abitativa non può più essere considerata un’emergenza temporanea. “È il risultato di decenni di politiche sbagliate – afferma – durante i quali si è continuato a costruire anche in presenza di una popolazione in calo, senza una pianificazione coerente con le reali esigenze sociali”.

I dati della Fondazione Think Tank Nord Est confermano la denuncia: tra il 2014 e il 2024 in Veneto sono state realizzate 96mila nuove abitazioni, mentre la popolazione è diminuita di oltre 50mila unità. “Una contraddizione evidente – sottolinea l’assessore – che ha prodotto un surplus di immobili vuoti e un aumento delle famiglie in difficoltà a trovare un alloggio accessibile”.

Seconde case e affitti brevi svuotano le città

A peggiorare il quadro, Bertucco evidenzia il peso di due fenomeni: la diffusione delle seconde case nei comuni turistici, spesso inutilizzate per gran parte dell’anno, e l’esplosione degli affitti brevi destinati ai turisti. Nel solo 2024, a Verona si contano oltre 3.000 appartamenti dedicati a locazioni turistiche, contro i 56 registrati nel 2014. “Un cambiamento che ha sottratto migliaia di abitazioni al mercato residenziale ordinario, spingendo in alto i canoni e riducendo l’offerta per le famiglie”.

Lavoratori in difficoltà e affitti insostenibili

L’assessore precisa che la crisi abitativa non riguarda soltanto le fasce più fragili: “Oggi anche chi ha un reddito fisso fatica a sostenere mutui e affitti. Non si tratta solo di povertà, ma di un problema strutturale che coinvolge lavoratori e lavoratrici con stipendi normali”. Per questo motivo, Bertucco invita a un cambio di prospettiva: “Serve coraggio politico e un intervento pubblico diretto, non soluzioni tampone o palliativi di breve periodo”.

Recuperare il patrimonio inutilizzato

Una parte consistente della proposta riguarda il recupero degli alloggi sfitti, pubblici e privati. In Veneto, 8.835 abitazioni Erp risultano ancora vuote, pari al 21,7% del totale, mentre 12.974 famiglie sono in attesa di un’abitazione. Secondo Bertucco, per rimettere in uso queste case occorrono almeno 150 milioni di euro, cifra che sale a 200 milioni se si include la riqualificazione del patrimonio privato degradato e degli immobili gestiti da Agec, l’azienda comunale per la gestione degli edifici residenziali.

Appello a Regione e Governo

Il messaggio finale dell’assessore è rivolto direttamente al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: “Il Piano Casa nazionale è stato più volte annunciato ma mai finanziato. È tempo che il Veneto si assuma le proprie responsabilità e apra una nuova stagione di investimenti per garantire il diritto alla casa”.

Bertucco propone quindi un piano regionale da 150-200 milioni di euro da avviare all’inizio della prossima legislatura, per ridare respiro a un sistema immobiliare che oggi rischia di escludere una parte crescente della popolazione. “Ogni ritardo significa aggravare una crisi che già oggi toglie il diritto all’abitare a migliaia di famiglie venete”, conclude l’assessore.

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