Il furto in abitazione si conferma il reato più temuto dagli italiani, sia per la frequenza con cui avviene che per l’impatto psicologico su chi lo subisce. E i dati del 2025, a Verona, non fanno che aggravare un quadro già preoccupante. Secondo le rilevazioni della Questura, i furti sono in crescita dello 0,8% rispetto al primo semestre 2024, in un contesto nazionale dove la diffusione di questo crimine continua a colpire milioni di famiglie.
Nel 2024 sono stati registrati 155.590 furti in abitazione, con un incremento del 5,4% sull’anno precedente. Nel Veronese si sono contate 3.471 denunce, rendendo la provincia la più colpita di tutto il Veneto. A livello comunale, Verona si posiziona al 25° posto nazionale per numero assoluto di casi (1.270 furti), ma risale pericolosamente in classifica quando si considerano i dati rapportati alla popolazione.
Dati allarmanti: Verona tra le città con maggiore incidenza
Con 50,3 furti ogni 10 mila abitanti, Verona è la quinta città italiana per incidenza dei reati in abitazione e la prima nel contesto veneto. La precedono solo Pisa (75,7), Modena (57,1), Bolzano (55,5) e Udine (53). Venezia (11ª), Padova (15ª) e Vicenza (19ª) fanno registrare numeri più contenuti.
Secondo il quarto Rapporto dell’Osservatorio Censis–Verisure, che ha elaborato i dati in collaborazione con il ministero dell’Interno, il Veneto è la seconda regione più colpita dai furti in casa (11,5 famiglie ogni 1.000), preceduta solo dalla Toscana (13,4). Al terzo posto la Lombardia (10,3).
Quando e come avvengono i furti
Le fasce orarie più critiche per Verona si concentrano tra le 14 e le 20, in particolare venerdì e sabato, quando le abitazioni sono più frequentemente incustodite. La domenica è il giorno in cui si registrano meno furti. Novembre è il mese con la più alta incidenza, mentre settembre risulta essere il periodo più tranquillo.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la porta d’ingresso non è il varco più usato dai ladri. A Verona, meno del 40% dei furti passa da lì. Le finestre sono il punto d’accesso privilegiato, spesso danneggiate seriamente durante le intrusioni. Ciò rende fondamentale investire non solo nella sicurezza delle porte, ma anche in serramenti rinforzati e sistemi di allarme.
Sicurezza domestica: cosa fanno i veronesi
Nonostante la minaccia, solo una parte delle abitazioni è dotata di dispositivi di protezione attivi. A Verona:
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Il 65% delle case ha una porta blindata
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Il 35% utilizza un videocitofono
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Il 33% ha installato videocamere
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Il 25% è protetto da un sistema d’allarme collegato a una centrale
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Solo l’11% dispone di una serratura elettronica
Il valore medio del bottino sottratto si colloca tra 1.000 e 10.000 euro nel 41% dei casi, con una netta prevalenza di gioielli e oggetti di valore sul contante.