Il tema ambientale entra con forza nella campagna elettorale per le regionali del Veneto, con i candidati alla presidenza della Regione che mettono nero su bianco le proprie visioni e proposte in materia di sostenibilità, energia, territorio e rifiuti. In primo piano Giovanni Manildo (centrosinistra) e Alberto Stefani (centrodestra), che offrono due approcci distinti ma convergenti su alcuni punti strategici, come la rigenerazione urbana e la tutela del patrimonio naturale.
Manildo: transizione ecologica e stop alle deroghe per le discariche
Giovanni Manildo, già sindaco di Treviso, propone un piano strutturato per la transizione ecologica delle imprese venete, denominato “Clean Industrial Deal”, con fondi per l’innovazione green, formazione continua e incentivi all’economia circolare. Tra le sue priorità:
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Il piano “Un chilowatt per abitante”, per generare 5 GW da fonti rinnovabili entro il 2030;
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Sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili per cittadini, Comuni e aziende;
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Stop al consumo di suolo, attraverso la revisione della legge regionale del 2017;
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Rigenerazione urbana, forestazione e rinaturalizzazione delle aree fluviali e periurbane;
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Investimenti in trasporto pubblico elettrico, ciclabilità e completamento del Sistema ferroviario metropolitano regionale.
Manildo pone particolare attenzione al tema delle acque, auspicando un Piano per la sicurezza idraulica e per la trasformazione delle città in “città spugna”, capaci di assorbire e gestire le precipitazioni. Critica la gestione regionale degli ultimi anni su Pfas e discariche, in particolare nel Veronese: «Troppa ambiguità e ritardi nelle bonifiche, mentre continuano le deroghe per siti come Villafranca».
Altro punto forte della proposta è la tutela dei parchi naturali, con riferimento alla Lessinia: «La Regione ha provato a ridurre le tutele, ma servono invece investimenti e strumenti per rafforzarli. È positivo che anche Stefani riconosca finalmente la realtà del cambiamento climatico».
Stefani: rigenerazione urbana, rifiuti e gestione delle acque
Alberto Stefani, deputato della Lega e vicesegretario nazionale del partito, punta su un modello di sviluppo che coniughi tutela ambientale e competitività economica. Al centro della sua visione:
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Valorizzazione delle aree dismesse, con rigenerazione urbana e zero consumo di nuovo suolo;
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Regole certe e rapide per le imprese che investono in riqualificazione edilizia e ambientale;
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Conferma della legge regionale sul fotovoltaico a terra, che equilibra rinnovabili e paesaggio;
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Consolidamento del Piano regionale rifiuti, che ha portato al 78% di raccolta differenziata e alla riduzione degli smaltimenti in discarica.
Stefani propone anche l’introduzione di eco-tributi modulati, incentivi per il riuso dei materiali e la detassazione degli investimenti ESG (ambientali, sociali e di governance). Tra le priorità anche la richiesta di maggiore autonomia fiscale in ambito ambientale.
Sulla questione Pfas, Stefani difende l’operato della Regione, parlando di un ruolo da protagonista nelle bonifiche, con aggiornamento del Piano di tutela delle acque, che prevede ammodernamento dei depuratori, rinaturalizzazione dei fiumi e gestione integrata delle acque reflue.
In tema di aree protette, il candidato del centrodestra sottolinea la nascita del Coordinamento regionale dei Parchi, annunciando l’intenzione di approvare una nuova legge quadro per la loro gestione, potenziando gli staff tecnici e promuovendo reti tra enti locali e riserve naturali.