Allarme bocconi avvelenati a Corbiolo: pericolo nei cortili privati

Esche tossiche rinvenute a Bosco Chiesanuova, anche all'interno di proprietà abitate: rischi per animali e bambini

È emergenza esche avvelenate nella frazione veronese di Corbiolo, dove negli ultimi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni di bocconi sospetti gettati nei cortili delle abitazioni, con un evidente intento doloso. La zona più colpita risulta essere via San Vitale, teatro di ritrovamenti che hanno messo in allarme l’intera comunità. A differenza di altri casi verificatisi nella provincia – come quelli registrati tra primavera ed estate a Verona e Belfiore, che avevano causato la morte di quattro cani – qui il veleno è stato lanciato direttamente dentro le recinzioni private.

L’amministrazione comunale di Bosco Chiesanuova è intervenuta tempestivamente, pubblicando un avviso urgente sul proprio canale Telegram per allertare i cittadini. L’invito rivolto alla popolazione è di sorvegliare con attenzione animali domestici e bambini, evitando che possano entrare in contatto con le esche disseminate.

Il sindaco Claudio Melotti ha confermato che sono già state presentate denunce alle autorità competenti e che i ritrovamenti sono stati segnalati dagli stessi residenti coinvolti. «Siamo di fronte a un comportamento criminale che verrà perseguito con ogni mezzo», ha dichiarato il primo cittadino, assicurando che le forze dell’ordine stanno monitorando l’area e indagando sull’accaduto.

A rendere ancora più preoccupante la situazione è l’ipotesi, attualmente al vaglio degli investigatori, che si tratti di un’azione deliberata per colpire animali di specifici proprietari. Secondo alcune indiscrezioni, il gesto potrebbe essere legato a vecchie ruggini tra vicini o addirittura a contrasti nel mondo della ricerca del tartufo, particolarmente viva nella zona della Lessinia.

Nonostante l’assenza di prove definitive, nella comunità cresce la tensione. Il Comune ribadisce la necessità di non toccare i bocconi sospetti e di avvisare immediatamente le forze dell’ordine in caso di ulteriori ritrovamenti. Particolare attenzione va riservata alla sorveglianza dei più piccoli, potenzialmente esposti a un contatto accidentale con le sostanze tossiche.

«Proteggere i nostri animali e i nostri bambini è una responsabilità collettiva», ha ricordato Melotti, sottolineando l’importanza della collaborazione dei cittadini per identificare i responsabili. Le autorità locali non escludono che ci possano essere nuovi episodi, mentre proseguono le indagini per risalire agli autori di un gesto che potrebbe avere conseguenze gravi e irreversibili.

Nel frattempo, si ricorda che spargere bocconi avvelenati costituisce un reato, punibile ai sensi degli articoli 544 bis e ter del Codice Penale (relativi a uccisione e maltrattamento di animali), oltre che dell’articolo 674, che sanziona il getto pericoloso di sostanze.

Il fenomeno, purtroppo, non è nuovo nel Veronese. Solo nel 2025, almeno quattro cani sono morti per ingestione di polpette avvelenate, mentre l’anno precedente si erano registrati numerosi casi tra Arcole, Lumini, Affi e Garda, con un bilancio pesante: otto cani, quattro gatti e diversi animali selvatici deceduti. Una realtà che, secondo le associazioni animaliste, rappresenta solo una frazione di quanto realmente accade, a causa della difficoltà di accertare ogni episodio.

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