La gestione dei rifiuti torna al centro del dibattito politico a Verona, dopo che diversi cassonetti stradali nel quartiere Golosine sono rimasti pieni per giorni. A lanciare l’allarme sono stati Alberto Padovani, presidente della quarta circoscrizione, e il consigliere Luca Lorenzi, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia, che hanno denunciato la situazione in via Ombrone, via Aniene e via Bisenzio.
Secondo i due esponenti del centrodestra, la raccolta sarebbe ferma da giorni, con conseguente degrado ambientale e disagi per i residenti. “Se queste sono le premesse del nuovo sistema di raccolta previsto per l’anno prossimo, siamo messi male”, hanno dichiarato, chiedendo un controllo più rigoroso e una programmazione efficiente da parte di Amia, la partecipata comunale che si occupa della gestione dei rifiuti. Padovani ha poi ribadito che la pulizia urbana rappresenta un diritto fondamentale dei cittadini e un indicatore dell’immagine stessa della città.
Dura la replica del Partito Democratico, che difende l’operato dell’amministrazione e accusa le precedenti giunte di aver lasciato una situazione critica. Marco De Fazio, segretario del quarto circolo del PD veronese, ha risposto alle critiche sottolineando che la riorganizzazione in corso deriva da scelte passate e che l’attuale amministrazione si è trovata a gestire una transizione delicata, tra il ritorno in house di Amia e una raccolta differenziata definita “tra le peggiori d’Italia”.
Il PD ammette le difficoltà legate alla fase di cambiamento, ma invita a un confronto costruttivo, ricordando che il nuovo sistema integra una componente significativa di raccolta manuale, formazione degli operatori e controlli, aspetti fino a oggi trascurati. “Da un presidente di circoscrizione ci aspettiamo critiche severe, ma anche proposte utili per affrontare le sfide del cambiamento”, ha concluso De Fazio.
La questione dei cassonetti pieni, che ha interessato uno dei quartieri più popolosi della città, riaccende così il dibattito su come il servizio di raccolta rifiuti venga pianificato e controllato, in una fase in cui Verona cerca di migliorare le proprie performance ambientali.
Il confronto evidenzia due visioni contrapposte: da un lato la richiesta di interventi immediati e più incisivi, dall’altro la difesa di una trasformazione strutturale ancora in corso, che secondo l’amministrazione richiederà tempo e collaborazione istituzionale.
Nel frattempo, i cittadini attendono soluzioni concrete per evitare il ripetersi di situazioni simili, in un contesto urbano in cui la gestione dei rifiuti rappresenta una delle sfide più complesse e visibili dell’azione amministrativa.
Non solo Verona anche tutta la provincia. Bisognerebbe non pagare tutti ma proprio tutti le prossime utenze e allora forse si svegliano
Vergognatevi Verona è una discarica