Il tema delle rette nelle case di riposo torna al centro del dibattito tra istituzioni e sindacati a Verona. Lo scorso 16 ottobre si è tenuto un incontro tra le segreterie provinciali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil e l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessora alle politiche sociali Luisa Ceni e dall’assessore al bilancio Michele Bertucco. Al centro del confronto, le conseguenze della sentenza n. 7027/2025 del Consiglio di Stato, che ha annullato il precedente regolamento comunale sull’erogazione dei contributi integrativi per le rette residenziali, imponendo l’allineamento ai criteri stabiliti dal Dpcm 159/2013 in materia di ISEE.
Il Comune ha annunciato di essere al lavoro su un nuovo regolamento, che rispetti la normativa nazionale e le più recenti indicazioni giurisprudenziali. Una decisione accolta positivamente dalle organizzazioni sindacali, che hanno però sottolineato come il problema non possa essere affrontato solo a livello comunale.
Secondo Spi, Fnp e Uilp, la questione delle rette per gli anziani non autosufficienti richiede una strategia complessiva, che coinvolga anche la Regione Veneto e il governo nazionale. Le sigle sindacali chiedono una maggiore omogeneità normativa tra i Comuni e un adeguato sostegno economico agli enti locali, in modo da garantire trattamenti equi e sostenibili per tutte le famiglie coinvolte.
«Serve un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli», hanno dichiarato i rappresentanti sindacali. In particolare, si auspica che la Regione intervenga per fornire indirizzi uniformi e risorse agli enti locali, evitando che si crei un quadro frammentato fatto di regolamenti difformi. Al contempo, i sindacati chiedono al governo l’attuazione piena e finanziata della riforma sulla non autosufficienza, che secondo quanto riportato sarebbe oggi rallentata e priva di fondi adeguati.
Il caso veronese, spiegano le organizzazioni, non è isolato: regolamenti analoghi a quello annullato sarebbero ancora in vigore in altri Comuni della provincia, con le stesse problematiche applicative. Per questo motivo, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil hanno annunciato l’intenzione di chiedere un incontro con il presidente del Comitato dei sindaci della provincia, Flavio Massimo Pasini, con l’obiettivo di promuovere un’azione coordinata su scala provinciale.
Secondo i sindacati, la questione non può essere lasciata alla discrezionalità dei singoli territori. Le famiglie con persone anziane non autosufficienti si trovano spesso ad affrontare spese ingenti, senza un quadro normativo chiaro e con sostegni insufficienti. È quindi urgente adottare un approccio basato su criteri di giustizia sociale, solidarietà territoriale e risorse pubbliche adeguate.
«La non autosufficienza non può essere trattata come un’emergenza locale, serve una visione strutturale», concludono le sigle sindacali. «Gli anziani e le loro famiglie non possono più essere lasciati soli davanti a costi insostenibili e regole che cambiano da Comune a Comune».