Enpa contro la “taglia” sulle nutrie: «3 euro per ucciderle? Un incentivo crudele e inefficace»

L’associazione animalista si oppone al provvedimento della Regione Veneto che premia con denaro l’abbattimento dei roditori: «Così si finanziano stragi con soldi pubblici»

L’Ente nazionale protezione animali (Enpa) ha lanciato un appello diretto al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per chiedere il ritiro del recente provvedimento che prevede un incentivo economico di 3 euro per ogni nutria abbattuta. L’associazione definisce la misura «inaccettabile» e la paragona a una “taglia” statale, che rischia di incentivare uccisioni indiscriminate senza ottenere risultati concreti nella gestione della specie.

Secondo Enpa, l’iniziativa regionale rappresenta l’ennesimo tentativo fallimentare di contenere la presenza delle nutrie, animali considerati invasivi ma spesso gestiti ignorando le dinamiche ecologiche e biologiche. «Da anni si ricorre a campagne di abbattimento – afferma l’organizzazione – senza che ci sia stato un calo significativo della popolazione. Le nutrie continuano a essere trattate come semplici numeri da eliminare, ignorando la loro capacità riproduttiva e l’adattabilità agli ambienti».

L’eradicazione completa, obiettivo dichiarato dalle autorità locali, viene definita da Enpa «irrealistica», anche perché la popolazione di nutrie in Italia ammonta a milioni di esemplari. Premiare economicamente chi ne abbatte di più, secondo l’associazione, potrebbe colpire anche cuccioli o animali non problematici, alimentando pratiche lesive della fauna e poco controllabili sul territorio.

In alternativa, Enpa propone soluzioni strutturali e preventive, fondate su un approccio scientifico ed ecologicamente sostenibile. Tra le misure suggerite ci sono:

  • La modifica dell’inclinazione degli argini dei corsi d’acqua, per scoraggiare la costruzione di tane da parte delle nutrie.

  • L’installazione di reti anti-intrusione nei punti sensibili.

  • Interventi di ripristino ambientale, per limitare le aree idonee alla proliferazione.

Ma la proposta più innovativa riguarda l’utilizzo di metodi di immunocontraccezione, come il vaccino GonaCon, già testato in progetti pilota in Europa. Questa tecnica riduce la fertilità senza causare sofferenza, permette agli animali di mantenere i loro comportamenti sociali e territoriali, e previene l’occupazione di nuovi esemplari nelle aree lasciate libere dagli abbattimenti.

Per Enpa, i fondi pubblici dovrebbero essere indirizzati non verso politiche di abbattimento, ma verso la ricerca, la prevenzione e l’innovazione, in modo da garantire un impatto duraturo e rispettoso dell’equilibrio degli ecosistemi. «Continuare a finanziare l’uccisione non è solo eticamente discutibile, ma anche inefficiente dal punto di vista gestionale ed economico», sottolinea l’associazione.

Il dibattito sulla gestione della fauna selvatica, e in particolare delle specie considerate invasive, rimane aperto e complesso. Tuttavia, Enpa invita la Regione Veneto ad abbandonare approcci semplicistici e a investire in strategie che combinino efficacia e rispetto della biodiversità.

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