Una commemorazione semplice ma carica di significato ha avuto luogo ieri sera a Verona, nel quartiere di Montorio, dove Giovanni Manildo, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, ha voluto rendere omaggio ai Carabinieri uccisi nell’adempimento del loro dovere durante un tragico intervento avvenuto a Castel d’Azzano.
A lume di candela, circondato da cittadini e sostenitori, Manildo ha osservato un minuto di silenzio, accompagnato da una breve ma intensa riflessione rivolta alle famiglie colpite, ai feriti e all’intera comunità delle forze dell’ordine.
“Siamo vicini alle famiglie delle vittime e ai feriti”, ha dichiarato Manildo. “Siamo grati a tutte le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno rischiano la vita per la sicurezza di tutti”.
L’ex sindaco di Treviso ha sottolineato come il compito di chi fa politica debba andare oltre le parole, diventando azione quotidiana concreta per migliorare la società. “Il modo migliore per onorare il sacrificio di chi ha servito fino all’ultimo è questo: impegnarsi ogni giorno per costruire una società più giusta, più sicura e più umana”, ha concluso.
‘Sobrietà’ la parola chiave di Manildo
Un gesto sobrio, lontano dai riflettori, che vuole ribadire il valore delle istituzioni e il rispetto per chi si espone in prima linea nella difesa della legalità. La scelta di un quartiere periferico come Montorio, simbolo della Verona più autentica, rafforza il messaggio di vicinanza e di solidarietà che la commemorazione ha voluto trasmettere.
In un momento di forte commozione per l’intero Paese, il gesto di Manildo rappresenta anche un segnale politico preciso: mettere al centro la sicurezza come bene comune, e il riconoscimento pieno del ruolo svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine.