Valeggio sul Mincio ha compiuto il passo decisivo nella corsa a Capitale Italiana della Cultura 2028: entro la scadenza del 25 settembre, l’amministrazione comunale ha inviato al Ministero della Cultura il proprio dossier di candidatura, frutto di un lavoro serrato iniziato a fine luglio e sviluppato in tempi record anche durante il mese di agosto.
Una candidatura corale e condivisa
«È stata una vera e propria corsa contro il tempo, ma anche un’esperienza straordinaria di partecipazione» ha dichiarato il sindaco Alessandro Gardoni, sottolineando come il progetto sia nato dal contributo congiunto di giovani, associazioni, imprese e cittadini. Il percorso è stato coordinato dall’architetto Daniela Cavallo, direttrice del progetto di candidatura, che ha guidato la redazione del dossier e le attività di coinvolgimento.
Secondo il primo cittadino, il valore più grande è stato creare un filo conduttore di valori e identità capace di unire Verona, Mantova e l’entroterra gardesano, facendo di Valeggio un punto di riferimento culturale e sociale.
Idee dal basso e iniziative partecipative
La candidatura non si è limitata al lavoro tecnico: sono state lanciate manifestazioni d’interesse per raccogliere idee dal territorio, un concorso per la scelta del logo ufficiale, la creazione di un gruppo giovani e altre iniziative mirate a far emergere energie e creatività locali. Decine i partecipanti che hanno dato il proprio contributo, dimostrando come il progetto abbia radici solide nella comunità.
Le prossime tappe verso il titolo
Il percorso ora entra nella fase decisiva: il Ministero dovrà valutare i dossier presentati da tutte le città candidate. Entro Natale 2025 sarà resa nota la lista delle dieci finaliste. Seguiranno le audizioni nei primi mesi del 2026, al termine delle quali, entro marzo, verrà proclamata la Capitale Italiana della Cultura 2028.
Valeggio come polo culturale gardesano
Il progetto punta a consolidare il ruolo di Valeggio come fulcro di un territorio straordinario, capace di connettere patrimonio artistico, tradizioni enogastronomiche, paesaggi naturali e tessuto sociale. L’obiettivo è lasciare un’eredità duratura fatta di relazioni, progettualità e opportunità per le comunità future.
«Comunque vada sarà un successo – ha concluso Gardoni – perché abbiamo innestato un sistema di relazioni virtuose che resterà come patrimonio per il territorio e per le nuove generazioni».
Frase chiave
Con la candidatura a Capitale della Cultura 2028, Valeggio sul Mincio si propone come cuore pulsante del Garda e dell’entroterra, unendo bellezza, creatività e partecipazione comunitaria.