Il ritorno tra i banchi ha messo a dura prova il sistema di trasporto pubblico extraurbano di Verona, già messo sotto pressione dalla grave carenza di autisti e dalla rimodulazione degli orari scolastici. L’Atv (Azienda trasporti Verona), alle prese con l’entrata in vigore dell’orario invernale dal 10 settembre, sta cercando di contenere i disagi con modifiche mirate alle linee più critiche. Tuttavia, le proteste degli utenti continuano a crescere, con segnalazioni di sovraffollamenti e ritardi, in particolare lungo la linea 101 nella zona di Pescantina.
Linee sotto osservazione: primi correttivi a Legnago
L’azienda ha annunciato che da lunedì 6 ottobre saranno applicate modifiche alle corse mattutine delle linee che servono Legnago. L’orario verrà anticipato di 5-10 minuti su diverse linee (141, 144, 352, 353, 354 e lo scolastico SC340) per agevolare l’arrivo puntuale degli studenti a scuola. Questa è una delle prime mosse concrete di un’azione di monitoraggio costante sulle tratte extraurbane.
San Giovanni Lupatoto: potenziata la linea 22
Anche a San Giovanni Lupatoto è stato adottato un intervento di miglioramento: la linea 22 è stata potenziata con due nuove corse per servire meglio il quartiere del Buon Pastore, indicato dai residenti come zona scoperta dal servizio. In parallelo, si sta valutando una soluzione sostitutiva per la soppressa linea domenicale 93, molto usata dai turisti per spostarsi tra Verona e la Valpolicella. Una proposta sul tavolo prevede una corsa aggiuntiva tra Santa Maria di Negrar, San Pietro in Cariano e Domegliara, ma i dettagli sono ancora in fase di definizione.
Sovraffollamenti e rischi: proteste sulla linea 101
Mentre Atv prova a “cucire” soluzioni temporanee, il disagio resta forte sulla linea 101, che collega Pescantina e Santa Lucia a Verona, molto frequentata da studenti degli istituti superiori. La denuncia di Erika Speri, madre di uno studente dodicenne, evidenzia un problema ormai strutturale: «I ragazzi sono costretti a viaggiare in piedi, stretti come sardine. Mio figlio è caduto durante una frenata: per fortuna non si è fatto male. Ma dobbiamo davvero aspettare un incidente grave prima di intervenire?».
In alcune occasioni, racconta la signora, il figlio non è riuscito a salire sul bus del ritorno, dovendo attendere anche oltre 45 minuti il passaggio successivo. E quando riesce a salire, lo fa in condizioni di estremo affollamento, tanto da rinunciare a concludere il viaggio e scendere alcune fermate prima. «È inaccettabile che i passeggeri non riescano nemmeno a muoversi. Si intervenga al più presto per la sicurezza dei ragazzi», conclude Speri.
Il nodo autisti e l’incognita orari scolastici
A complicare ulteriormente la gestione del servizio è la mancanza di personale, con 520 autisti in servizio a fronte dei 600 necessari. Questo deficit impedisce potenziamenti strutturali, costringendo Atv a spostare le risorse disponibili sulle tratte più critiche. Nel frattempo, la progressiva adozione della settimana scolastica corta da parte degli istituti superiori (con 8 scuole su 10 che fanno lezione dal lunedì al venerdì) ha portato a uno slittamento degli orari d’ingresso, aggravando l’affollamento negli orari di punta. Tuttavia, alcuni grandi istituti come il liceo Maffei non hanno ancora adottato questa riforma, creando ulteriori squilibri nella programmazione del servizio.