Affitti brevi, Verona limita il centro: «Così si rischia di ledere la proprietà privata»

Il presidente del Consiglio regionale veneto Roberto Ciambetti critica la delibera comunale che vieta nuove locazioni turistiche dentro le mura: «Servono regole equilibrate, non veti»

La recente decisione del Comune di Verona di bloccare l’apertura di nuovi affitti brevi nel centro storico continua a far discutere. A intervenire sul tema è stato Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto (Lega), che ha espresso forti perplessità sulla misura, definendola «più una limitazione della proprietà privata che un’azione realmente efficace per gestire il fenomeno».

La delibera di Palazzo Barbieri

Secondo i dati diffusi dall’amministrazione, sarebbero oltre 2 mila le locazioni turistiche attive all’interno delle mura magistrali. L’obiettivo della delibera approvata nei giorni scorsi è quello di conservare le attività regolari già esistenti, ma al tempo stesso frenare nuove aperture nel cuore cittadino, orientando lo sviluppo verso i quartieri limitrofi. Una scelta che intende bilanciare la presenza turistica con quella dei residenti, indispensabili per mantenere vitale il centro storico e sostenere il commercio di prossimità.

La critica di Ciambetti

Per Ciambetti, però, il provvedimento rappresenta un approccio sbagliato: «Il modo più proficuo di procedere non è alzare muri o porre divieti, ma trovare un corretto bilanciamento tra le esigenze dei proprietari, degli amministratori, dei cittadini e dei turisti. Solo affrontando la questione da molteplici prospettive sarà possibile garantire una gestione equilibrata».

Il presidente ha ricordato di essere stato relatore, nel Comitato Europeo delle Regioni, di un parere approvato a larghissima maggioranza nel 2023 dal titolo “Locazione di alloggi a breve termine: bilanciare le esigenze delle comunità locali, degli imprenditori e dei viaggiatori”. Quel documento, spiega, «è il risultato di anni di lavoro e confronto con diversi stakeholder» e punta a fornire a ogni territorio strumenti flessibili per gestire gli affitti brevi, tenendo insieme domanda turistica e accessibilità abitativa per i residenti.

Un equilibrio tra turismo ed esigenze sociali

Ciambetti ha riconosciuto che gli affitti brevi hanno un impatto positivo sulle PMI e sull’economia locale, soprattutto nelle aree rurali, ma ha anche sottolineato che «non si può ignorare il loro effetto sui prezzi delle case e sull’accesso all’alloggio da parte dei residenti». Per questo motivo, aggiunge, «la strada giusta non è quella dei veti, ma di soluzioni che compongano le esigenze di tutti».

Un volume per approfondire

Il presidente ha annunciato inoltre la prossima pubblicazione di un volume dedicato al tema, nato proprio dall’esperienza europea: «Uno studio arricchito da dati e interviste che dimostra come una soluzione condivisa e sostenibile sia possibile».

Una questione aperta

La regolamentazione degli affitti brevi resta un tema cruciale per Verona come per molte altre città italiane ed europee. La sfida, come emerso dal dibattito, è conciliare l’attrattività turistica con il diritto dei residenti a una città vivibile e accessibile, evitando da un lato la desertificazione abitativa e dall’altro la penalizzazione dei proprietari che ricorrono a questa formula di locazione.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Dibattito acceso in Comune: ipotesi zone franche, nuove regole urbanistiche e incentivi per gli affitti...
Proposte da Barbieri, Esercenti Centro Storico e Locatur per una mobilità che tuteli residenti, attività...
Aumenti fino all’1,5% nei quartieri sud, mentre il centro storico e Borgo Venezia restano stabili...

Altre notizie