“I veneti? Una massa di ubriaconi”: è questa la frase che ha scatenato una vera e propria bufera mediatica attorno al comico Enrico Brignano, ospite nei giorni scorsi a Domenica In, la storica trasmissione di Rai1 condotta da Mara Venier. L’esternazione, pronunciata durante un monologo a sfondo umoristico, ha fatto il giro dei social generando reazioni indignate soprattutto in Veneto, dove non sono mancate critiche da parte di cittadini, amministratori e figure istituzionali.
Una battuta che non fa ridere tutti
Brignano, noto per il suo stile diretto e la comicità pungente, ha accennato ai veneti definendoli “una massa di ubriaconi”, inserendo la battuta in un contesto più ampio legato alle differenze regionali italiane. Ma l’ironia non è stata accolta con leggerezza, soprattutto da una parte della popolazione veneta che ha visto nella frase un pregiudizio gratuito e offensivo.
La reazione è stata immediata sui social, dove centinaia di utenti hanno espresso disappunto, accusando il comico di aver alimentato uno stereotipo dannoso e superato. Molti hanno chiesto scuse pubbliche e una presa di posizione da parte della Rai.
La risposta del presidente Zaia
A intervenire nel dibattito anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha definito la battuta di Brignano “un commento fuori luogo e offensivo”. In un’intervista, Zaia ha ricordato che “il Veneto è una terra laboriosa, ricca di cultura, innovazione e solidarietà” e ha sottolineato come la comicità non debba mai sfociare nello scherno o nel disprezzo.
“Non si scherza su identità e dignità di un popolo – ha dichiarato Zaia – Il Veneto non è uno stereotipo, è una comunità fatta di persone che ogni giorno si impegnano per costruire un futuro migliore”.
La difesa del comico
Brignano, dal canto suo, non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale, ma alcune indiscrezioni vicine all’entourage dell’artista parlano di una volontà di chiarire il contesto in cui la battuta è stata pronunciata, ribadendo che l’intento era puramente satirico, senza volontà denigratorie.
Non è la prima volta che battute a sfondo regionale scatenano reazioni simili. Il confine tra satira e offesa si fa sempre più sottile, soprattutto quando si parla di identità locali molto radicate e orgogliose come quella veneta.
Satira e sensibilità: un equilibrio difficile
Il caso riapre un dibattito ricorrente: fino a che punto può spingersi la comicità? Se da un lato la satira ha il diritto di esplorare ogni ambito sociale e culturale, dall’altro è sempre più evidente la necessità di tenere conto della sensibilità dei pubblici locali, specie in un contesto mediatico amplificato dai social.
In attesa di un’eventuale rettifica o spiegazione da parte del comico, resta il malumore di una comunità che si è sentita colpita in modo gratuito e la riflessione su come la risata possa – e debba – convivere con il rispetto.
ma ancora date e fate pubblicità al quel signore che offende ⁉️⁉️⁉️🤬🤬🤬