Un Veneto più giusto, sostenibile e competitivo. È questa la visione lanciata da Legambiente Veneto con il documento “Veneto 2030: La Bussola di Legambiente per un Veneto carbon free”, presentato ufficialmente in un incontro che ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei principali partiti regionali.
Dieci priorità strategiche, frutto di un’analisi tecnica e politica approfondita, tracciano un percorso chiaro verso la decarbonizzazione del territorio, in linea con gli obiettivi europei e nazionali da raggiungere entro il 2050. Un invito all’azione rivolto a chi sarà chiamato a governare il Veneto nei prossimi cinque anni.
“Il Veneto è a un bivio”
“La crisi climatica non è un’emergenza temporanea, ma una condizione permanente – ha spiegato il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro – Le decisioni che prenderemo oggi determineranno il benessere di domani. La nostra proposta è concreta, non ideologica: è una guida per un Veneto che cresce tutelando ambiente e comunità”.
Il dossier è molto più di una denuncia, ma un piano d’azione ambizioso e praticabile. In un clima politico ed economico instabile, Legambiente richiama i candidati alle prossime elezioni regionali a non abbandonare la rotta verso la transizione ecologica, ritenuta ormai ineludibile e vantaggiosa per lo sviluppo.
Le 10 priorità per un Veneto carbon free
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Adattamento e mitigazione climatica
Investire in città verdi, gestione sostenibile dell’acqua e strategie per fronteggiare eventi climatici estremi. -
Transizione energetica
Puntare sulle rinnovabili e sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), oltre a tecnologie come agrivoltaico e biometano. -
Economia circolare
Ridurre rifiuti e inceneritori, promuovendo riuso e riciclo come pilastri del nuovo sistema produttivo. -
Mobilità sostenibile
Rafforzare il trasporto pubblico locale, ciclabili e infrastrutture ferroviarie per abbattere emissioni e traffico. -
Governo del territorio
Stop al consumo di suolo, con focus sulla rigenerazione urbana e il riuso dell’esistente. -
Lotta all’inquinamento
Interventi urgenti per le aree contaminate, a partire dai siti PFAS, e un nuovo Piano Aria con target OMS. -
Tutela della biodiversità
Difendere ecosistemi e specie, istituire nuovi Parchi naturali e incentivare un turismo più sostenibile. -
Agroecologia
Supportare modelli agricoli innovativi, ridurre pesticidi e rafforzare le filiere corte locali. -
Innovazione industriale
Decarbonizzare l’industria, promuovere la circolarità e creare green jobs di qualità. -
Lotta all’illegalità ambientale
Aumentare vigilanza e controlli per proteggere il territorio da crimini ambientali e infiltrazioni mafiose.
Confronto aperto con tutte le forze politiche
All’incontro, Legambiente ha coinvolto esponenti di tutti i principali partiti del Veneto, tra cui:
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Carlo Pasqualetto (Azione)
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Elisa Venturini (Forza Italia)
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Erika Baldin (Movimento 5 Stelle)
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Massimo Cavazzana (Unione di Centro)
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Enrico Bruttomesso (Alleanza Verdi e Sinistra)
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Alberto Stefani (Lega)
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Giovanni Manildo (Partito Democratico)
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Luca De Carlo (Fratelli d’Italia)
Un confronto costruttivo, finalizzato a mantenere alta l’attenzione sull’ambiente durante la campagna elettorale e oltre.
“Chiediamo un impegno concreto per una transizione veloce, giusta e sostenibile – ha affermato ancora Lazzaro – Nonostante le guerre, il negazionismo climatico e l’instabilità geopolitica, dobbiamo guardare avanti, guidati dalla visione di un futuro rinnovabile e di pace”.
Una strategia nazionale per il 2030
Il documento presentato a Verona fa parte della campagna nazionale di Legambiente in vista delle elezioni regionali autunnali. Come ha ricordato il presidente nazionale Stefano Ciafani, “La Bussola per il 2030” verrà condivisa con partiti e candidati in tutta Italia, per stimolare politiche regionali coerenti con la decarbonizzazione nazionale.
“Vogliamo regioni protagoniste nella creazione di nuovi posti di lavoro e nella lotta alle fonti fossili – ha dichiarato Ciafani – Non ci limitiamo a osservare: agiamo, proponiamo, costruiamo alleanze per il cambiamento”.