Successo per ‘Canti di pietra’: tutto esaurito al Museo Lapidario Maffeiano

Oltre 60 persone per il reading di Abel Ferrara sulle poesie di Gabriele Tinti. Le epigrafi antiche tornano a parlare grazie alla voce dell’arte contemporanea

Canti di pietra, momento dell'evento

È stato un successo pieno l’evento ‘Canti di Pietra’, svoltosi al Museo Lapidario Maffeiano di Verona, che ha fatto registrare il tutto esaurito in poche ore. La prima edizione ha accolto oltre 60 partecipanti, numero massimo compatibile con gli spazi del museo, per assistere a un reading speciale delle poesie di Gabriele Tinti, interpretate dal regista Abel Ferrara. L’iniziativa, dedicata all’approfondimento delle epigrafi latine presenti nella collezione museale, ha saputo unire performance artistica e patrimonio storico in un’esperienza coinvolgente e immersiva.

Una nuova relazione con il passato

Obiettivo principale del progetto è stato avvicinare il pubblico all’epigrafia antica, spesso ignorata o trascurata nella fruizione museale. Come sottolineano gli esperti, il tempo medio di osservazione di un’opera d’arte è compreso tra i 15 e i 30 secondi, troppo poco per coglierne il significato profondo. ‘Canti di Pietra’ ha voluto rompere questa dinamica, offrendo un’occasione per ascoltare “la voce delle pietre”, restituendo vitalità a frammenti di memoria antica grazie alla poesia.

L’arte contemporanea al servizio della memoria storica

“Il patrimonio archeologico può continuare a parlarci attraverso la voce e la sensibilità degli artisti contemporanei”, ha commentato Marta Ugolini, assessora alla Cultura del Comune di Verona. “Le epigrafi del Museo Lapidario Maffeiano non sono reperti muti, ma memorie vive che, grazie alla poesia, tornano a risuonare nel presente“. L’iniziativa, promossa dalla Direzione Musei Civici e curata con la collaborazione dell’archeologa Francesca Morandini, ha dimostrato come arte performativa e patrimonio storico possano arricchirsi reciprocamente, offrendo nuovi modi di raccontare l’antico.

Un museo con radici profonde

Situato in uno degli edifici più antichi nei pressi di piazza Bra, il Museo Lapidario Maffeiano rappresenta una delle istituzioni culturali più prestigiose di Verona. Fondato nella prima metà del XVII secolo all’interno dell’Accademia Filarmonica, nasce dall’intuizione dell’erudito Scipione Maffei, che raccolse epigrafi da tutto il Mediterraneo, creando una collezione di inestimabile valore storico e culturale. Maffei volle che questo patrimonio fosse accessibile a tutti, trasformando il museo in una meta di studio e conoscenza pubblica.

Un progetto internazionale con grandi protagonisti

‘Canti di Pietra’ è parte del più ampio progetto di Gabriele Tinti, che da anni porta la poesia nei luoghi della storia e dell’arte. Le sue opere sono state lette da celebri attori come Willem Dafoe, Kevin Spacey, Malcolm McDowell e lo stesso Abel Ferrara, all’interno di alcuni dei musei più importanti del mondo: dal Metropolitan Museum di New York al British Museum di Londra, fino al Museo Nazionale Romano e al Parco Archeologico del Colosseo. L’intento è sempre lo stesso: dare voce ai capolavori del passato attraverso la parola poetica, coinvolgendo il pubblico in un dialogo emotivo e culturale con l’antico.

La forza della poesia per risvegliare le pietre

Il reading di Ferrara ha reso possibile un incontro intenso tra parole e materia, dove ogni iscrizione è diventata testimonianza viva di un’umanità perduta, ma ancora capace di parlare al presente. L’iniziativa ha dimostrato come anche un museo epigrafico, spesso percepito come “freddo” o specialistico, possa trasformarsi in palcoscenico di emozioni, contribuendo a rendere più accessibile e suggestivo il linguaggio dell’archeologia.

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