Gastroenterologia al Fracastoro a rischio chiusura: mancano i medici

Il reparto dell'ospedale di San Bonifacio potrebbe sospendere le attività da ottobre. Crescono le proteste tra amministratori locali e cittadini

Ospedale Fracastoro

A partire dal mese di ottobre, il reparto di gastroenterologia dell’ospedale Fracastoro di San Bonifacio potrebbe interrompere le attività a tempo indeterminato. A lanciare l’allarme è stato Alessio Albertini, sindaco di Belfiore e vicepresidente provinciale del Partito Democratico, nonché candidato alle elezioni regionali. Secondo quanto riferito, la sospensione sarebbe legata alla carenza di personale medico, peggiorata dal recente trasferimento di alcuni specialisti.

Albertini ha espresso forte preoccupazione per l’ennesimo ridimensionamento dei servizi sanitari nel territorio dell’Est Veronese, denunciando un progressivo impoverimento dell’offerta ospedaliera. «Avevamo già segnalato la mancanza di investimenti e l’uscita di figure professionali, ma ora la situazione si aggrava ulteriormente», ha dichiarato.

L’attività del reparto di gastroenterologia verrebbe sospesa, lasciando attivi unicamente il servizio di endoscopia digestiva e le visite ambulatoriali. Una riduzione significativa che, secondo Albertini, non può essere ignorata: «Con il personale attualmente disponibile non è possibile garantire un funzionamento regolare del reparto».

Anche il sindaco di San Bonifacio, Fulvio Soave, pur non avendo ricevuto conferme ufficiali, si è detto pronto ad agire nel caso in cui il provvedimento venisse attuato. Soave denuncia un “progressivo svuotamento” dell’ospedale, lamentando la perdita silenziosa di servizi un tempo considerati d’eccellenza. «Serve chiarezza sul futuro del Fracastoro – ha affermato – e serve soprattutto un segnale di attenzione da parte della Regione, che troppo spesso ignora i bisogni di questo territorio».

A fronte delle preoccupazioni istituzionali, si mobilita anche la cittadinanza. Il Comitato in difesa dell’ospedale, da anni attivo per tutelare i servizi del Fracastoro, ha annunciato un confronto nei prossimi giorni per discutere delle possibili iniziative da intraprendere. Giovanna Pasetto, vicepresidente del Comitato, ha espresso stupore e amarezza per la decisione: «Si conoscevano le difficoltà del reparto, ma sorprende che si arrivi alla chiusura proprio mentre si inaugurano nuove strutture, come la casa della comunità di Colognola ai Colli».

La scelta di depotenziare il Fracastoro avviene in un contesto di crescente tensione tra amministrazioni locali e Ulss 9 Scaligera, la quale, nonostante le pressioni, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. Una risposta è attesa nelle prossime ore.

Albertini, nel frattempo, rincara la dose: «Il timore è che manchi la volontà politica e amministrativa di invertire la rotta», citando precedenti come la chiusura dei reparti di oncologia e oculistica, ridotti a servizi ambulatoriali pur mantenendo alcuni posti letto. L’esponente dem ha anche denunciato le difficoltà di comunicazione tra il personale sanitario e i vertici dell’azienda sanitaria, evidenziando un clima di frustrazione all’interno dell’ospedale.

In risposta al rischio di un ulteriore impoverimento della sanità locale, Soave si è detto pronto a convocare un incontro con tutti i sindaci dell’Ambito territoriale sociale di cui San Bonifacio è capofila. L’obiettivo: fare fronte comune contro quella che viene percepita come una progressiva dismissione dei servizi pubblici essenziali nel territorio.

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