“Veneto, sempre! L’impegno continua”. Con questo slogan Luca Zaia riappare sui maxi manifesti affissi simultaneamente nelle sette province venete. Un messaggio chiaro: anche se il suo terzo mandato da governatore si concluderà, la sua presenza politica resterà centrale. La campagna elettorale della Lega per le regionali del 23 e 24 novembre 2025 si apre così, puntando sul volto più riconoscibile e popolare del partito.
Secondo le indiscrezioni, Zaia sarà capolista in tutte le circoscrizioni, con l’obiettivo di catalizzare voti e consolidare il consenso attorno alla Lega–Liga Veneta. Una volta eletto, dovrebbe poi rinunciare al seggio, lasciando spazio ad Alberto Stefani, indicato come candidato in pectore alla presidenza di Palazzo Balbi. La mossa avrebbe anche lo scopo di spegnere le voci su una possibile “Lista Zaia”, più volte ipotizzata negli ultimi mesi.
Al momento, però, il centrodestra non ha ancora sciolto il nodo del candidato ufficiale. Alla presentazione delle candidature manca meno di un mese (24-25 ottobre), ma la partita resta aperta. Lo stesso Zaia, pur mantenendo un profilo cauto, ha ribadito che “se il candidato non sarà della Lega sarà un problema. È una richiesta legittima, non lesa maestà”.
Dietro il sorriso rassicurante del governatore, che guida la Regione da 15 anni, si cela una strategia precisa: garantire continuità politica e rassicurare un elettorato che lo considera punto di riferimento. Il rischio, per altri esponenti di peso della Lega, è quello di restare penalizzati dalla regola che vieta di esprimere due preferenze per candidati dello stesso sesso, con l’inevitabile effetto di concentrare voti sulla figura di Zaia.
In attesa della decisione definitiva sul candidato del centrodestra, i manifesti da 6 metri per 3 che tappezzano il Veneto hanno già lanciato il messaggio: l’“era Zaia” non finisce con il mandato, ma prosegue sotto nuove forme, mantenendo la regia sulla politica regionale