Un piano di eradicazione contro la Popillia japonica è stato attivato dalla Regione Veneto nelle aree di Villafranca e Sommacampagna, dove il coleottero alieno ha trovato condizioni favorevoli alla diffusione. L’insetto, noto come scarabeo giapponese, rappresenta un serio pericolo per le coltivazioni locali, in particolare per meli e peschi, ma anche per mais, soia, vite e piccoli frutti. La sua presenza, confermata di recente anche nel Trevigiano e nel Veronese, ha spinto le autorità a passare dall’allerta all’azione.
L’Unità organizzativa fitosanitaria regionale ha inviato notifiche ufficiali alle aziende agricole tramite Pec, invitando gli agricoltori a collaborare nelle fasi operative. L’obiettivo è colpire le larve del coleottero, che si nutrono delle radici dei prati e causano danni strutturali al terreno. Concluso il ciclo vitale degli adulti, è ora il momento più adatto per intervenire in maniera mirata.
Il piano prevede l’utilizzo di nematodi entomopatogeni della specie Heterorhabditis bacteriophora, organismi microscopici che vivono naturalmente nel suolo e che attaccano le larve della Popillia japonica senza recare danno a persone, animali o colture. Per garantirne l’efficacia, la Regione ha chiesto al Consorzio di bonifica Veronese di mantenere l’irrigazione dei terreni, condizione indispensabile affinché i nematodi possano svolgere la loro funzione.
Gli agricoltori del territorio hanno accolto con responsabilità l’invito delle istituzioni. Coldiretti ha convocato un incontro con le imprese agricole di Villafranca, ottenendo la disponibilità ad aprire i pascoli e a sostenere le attività con operazioni di sfalcio, irrigazione e libero accesso ai tecnici incaricati. Giorgio Girardi, responsabile Area economica di Coldiretti, ha sottolineato la prontezza del settore nell’affiancare le misure regionali.
La Popillia japonica è originaria dell’Asia e si è diffusa in Europa a partire dal 2014, con i primi ritrovamenti nell’area milanese. Da allora, la sua presenza si è estesa in più zone del Nord Italia e in Svizzera, nel Canton Ticino. Secondo Nicola Mori, entomologo dell’Università di Verona, si tratta del primo insetto alieno da quarantena rilevato in Veneto, la cui diffusione è soggetta a specifiche norme europee che obbligano alla lotta per limitarne i danni economici e ambientali.
La Coldiretti di Verona, pur confermando la piena collaborazione con la Regione, ha ribadito la necessità di un rafforzamento delle strutture dedicate al contrasto delle fitopatologie. Il presidente Alex Vantini ha evidenziato come l’emergenza scarabeo giapponese si inserisca in un contesto agricolo già fragile, segnato da rincari nei costi di produzione, carenza di manodopera, concorrenza sleale e conseguenze dei cambiamenti climatici.
Il piano di eradicazione segna dunque una tappa fondamentale nella difesa delle coltivazioni venete. La sfida contro lo scarabeo giapponese sarà lunga, ma la sinergia tra istituzioni, ricercatori e imprese agricole rappresenta un passo decisivo per limitare i rischi di un’infestazione che potrebbe compromettere gravemente la produzione locale.