Botta e risposta tra politica e ambiente a Verona, dove il consigliere delegato alla Tutela del Benessere degli Animali del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Rea, è intervenuto duramente contro l’europarlamentare Flavio Tosi, in seguito alle sue dichiarazioni relative all’abbattimento di un lupo avvenuto in Trentino.
Tosi aveva definito il lupo “non compatibile con la presenza dell’uomo”, scatenando la reazione del consigliere pentastellato che, con tono ironico ma deciso, ha accusato l’ex sindaco di semplificare il problema con argomentazioni da favola, ignorando le vere priorità ambientali e burocratiche del Paese.
Rea: “Il lupo non è il nemico, lo è la burocrazia”
“Fare la guerra ai lupi – ha affermato Rea – ci sembra quantomeno curioso. Noi ci chiediamo se siano compatibili con l’uomo non i lupi, ma gli allevamenti intensivi, la cementificazione selvaggia, o l’inquinamento da PFAS che continua a colpire il nostro territorio”.
Secondo il consigliere del M5S, il dibattito sui lupi rischia di distogliere l’attenzione da emergenze ben più gravi, come la devastazione ambientale e le difficoltà amministrative che penalizzano cittadini e imprenditori.
“Tosi? Forse ha preso troppo sul serio Cappuccetto Rosso”
Con una battuta sarcastica, Rea ha criticato la narrazione adottata da Tosi: “Forse da piccolo la favola di Cappuccetto Rosso l’ha segnata un po’ troppo. Invece di occuparsi dei veri problemi, sogna ancora di liberare la montagna da un lupo cattivo che esiste solo nelle fiabe”.
Il vero “nemico”, secondo Rea, non è la fauna selvatica, ma l’apparato burocratico che rallenta la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile: “Con l’uomo davvero non è compatibile un’altra bestia: la burocrazia. Se proprio vogliamo abbattere qualcosa, iniziamo dai tempi infiniti per ottenere autorizzazioni su energie rinnovabili o per riqualificare aree industriali dismesse”.
“In Europa servono soluzioni, non retorica”
Nel suo intervento, Rea ha anche lanciato un appello all’europarlamentare veronese affinché si concentri su temi concreti e urgenti nell’arena europea: “Per favore, Tosi esca dalle favole e cominci a lavorare seriamente in Europa. Non serve abbattere i lupi, ma fare ordine nella giungla normativa che paralizza chi crea lavoro e innovazione”.
Una presa di posizione netta, che evidenzia la distanza ideologica tra le due visioni politiche: da un lato la difesa del territorio e della fauna come parte integrante dell’equilibrio ambientale, dall’altro una narrazione che vede il lupo come una minaccia da eliminare, al centro di frequenti polemiche anche in ambito locale e nazionale.
Il contesto: tra conservazione e conflitti
La questione della presenza del lupo in Italia, e in particolare nelle aree alpine e prealpine, resta un tema delicato, in bilico tra esigenze di conservazione e richieste del mondo agricolo e zootecnico. L’abbattimento di esemplari problematici è consentito in casi estremi, ma resta fortemente divisivo tra ambientalisti e amministratori locali.
Il caso trentino è solo l’ultimo episodio di un dibattito che coinvolge temi più ampi, come la gestione sostenibile del territorio, la convivenza tra uomo e fauna selvatica, e l’efficacia delle politiche comunitarie in materia di tutela ambientale.