Nella notte tra venerdì e sabato, in un pascolo nei pressi di malga Boldera, nel comune trentino di Ala, a ridosso del confine con la Lessinia veronese, si è verificato un evento senza precedenti: un lupo maschio adulto è stato abbattuto dal Corpo forestale mentre cercava di attaccare un bovino.
L’operazione è stata condotta in esecuzione del decreto firmato il 4 settembre dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. La decisione, come reso noto dalle autorità provinciali, si fonda sulla normativa locale e sul parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che ha confermato la presenza delle condizioni richieste dalla Direttiva Habitat per un intervento di questo tipo.
Anche il Consiglio di Stato aveva in precedenza respinto la richiesta di sospensione avanzata da diverse associazioni animaliste, aprendo così la strada all’attuazione del provvedimento. La Provincia di Trento ha motivato l’abbattimento come misura necessaria a limitare i danni economici e sociali legati alle predazioni, senza mettere a rischio la conservazione della specie a livello complessivo.
Si tratta della prima volta che un lupo viene abbattuto in Lessinia, un territorio in cui la presenza del predatore ha generato, negli ultimi anni, un acceso dibattito tra allevatori, istituzioni e associazioni ambientaliste. Da un lato, infatti, si evidenziano le difficoltà di chi lavora con il bestiame e subisce perdite significative; dall’altro, le preoccupazioni per la tutela di un animale simbolo della biodiversità alpina.
La vicenda riaccende il confronto tra esigenze di protezione del patrimonio zootecnico e impegni di conservazione ambientale, in un equilibrio che resta particolarmente delicato.