Tocatì 2025 apre con cultura, musica e cinema: la Nuova Zelanda protagonista

Cerimonia Māori, forum internazionali, giochi in bicicletta e proiezioni speciali segnano l’inizio della XXIII edizione del festival dei giochi di strada. A Verona, un’intera giornata tra suoni, dialogo interculturale e patrimonio vivente

Verona si trasforma in un crocevia di culture, dialoghi e performance con l’avvio ufficiale della XXIII edizione di Tocatì, il Festival Internazionale dei Giochi in Strada. La giornata di apertura, venerdì 19 settembre 2025, è stata un’immersione nei linguaggi del gioco, della cultura Māori e delle forme artistiche più contemporanee, unendo riflessione, musica e cinema in un unico grande evento diffuso.

Un convegno per ripensare città e giovani

Il primo appuntamento è andato in scena già alle 8:30 al Polo Universitario Santa Marta, con il convegno scientifico “La vera medicina per le dipendenze: il gioco, la città, la gioia”. L’incontro ha riunito esperti ed educatori per affrontare una delle sfide più urgenti: le nuove dipendenze giovanili, da quelle digitali a quelle legate a sostanze. Al centro, il gioco come strumento educativo e terapeutico, capace di rigenerare legami sociali e prevenire il disagio.

Una riflessione che ha posto Verona come laboratorio urbano per l’attivazione di politiche innovative rivolte alle nuove generazioni, puntando sulla valorizzazione dello sport, della partecipazione e della cultura condivisa.

Forum internazionale e patrimonio immateriale

Nel pomeriggio, sempre all’Università, si è svolta la prima sessione del Forum Internazionale della Cultura Ludica, con una tavola rotonda dedicata alla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Studiosi, rappresentanti istituzionali e delegati di comunità hanno discusso del valore del patrimonio vivente, inteso non solo come tradizione da conservare, ma come pratica sociale viva, dinamica e inclusiva.

Cerimonia Māori e musica tra le vie di Veronetta

La cerimonia inaugurale ha avuto luogo alle 18 in Piazza XVI Ottobre, dove il pubblico ha assistito a una commovente esibizione di canti e danze Māori, espressione autentica dell’anima della Nuova Zelanda, paese ospite d’onore di quest’edizione. Una celebrazione potente che ha segnato ufficialmente l’inizio del festival.

Dalle 19 in poi, le strade e piazze di Veronetta si sono animate con spettacoli musicali e contaminazioni sonore: il DJ set “Play the beat” ha mescolato i suoni ancestrali dei Taniwha Rau con i beat urbani del duo italiano Hotstaff, mentre in Piazza XVI Ottobre la Contrada Lorì ha fatto danzare il pubblico con ritmi travolgenti, in attesa dei concerti dei Muriwhenua e Ringa Toi, gruppi che uniscono la kapa haka tradizionale a ritmi e sonorità moderne.

Giocare in bicicletta, scoprire pedalando

Alle 20, con partenza da Porta Vescovo, l’ACAT ha proposto una caccia al tesoro in bicicletta, pensata per scoprire le radici del mondo Māori attraverso giochi, enigmi e prove di abilità. Un’attività coinvolgente pensata per tutti, in linea con lo spirito educativo e partecipativo del festival.

Cinema indigeno e teatro sotto le stelle

Il programma della serata ha incluso anche un appuntamento cinematografico di rilievo: presso la Batteria di Scarpa, alle 20:30, è stato proiettato il documentario “The Haka Party Incident” (2024), in collaborazione con il Maoriland Film Festival. L’opera, firmata dalla regista neozelandese Katie Wolfe – presente in sala –, ricostruisce un episodio cruciale della storia sociale della Nuova Zelanda, offrendo un punto di vista profondo e critico sulle dinamiche culturali e identitarie del paese.

A chiudere la prima giornata, lo spettacolo “Arcipelago/Costellazioni” della compagnia Bam!Bam!Teatro, in scena alle 21 al Giardino Bastione San Toscana: un viaggio tra i miti, la terra e il cielo della cultura oceanica, che ha trasportato il pubblico in un universo simbolico fatto di memoria, natura e narrazione.

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