Il consumo eccessivo di ramen potrebbe avere conseguenze negative sulla salute, aumentando il rischio di mortalità del 52%. È quanto emerge da uno studio condotto in Giappone dall’Università di Yamagata, in collaborazione con l’Istituto di scienze della nutrizione della prefettura di Yamagata Yonezawa. La ricerca ha coinvolto 6.725 individui con più di 40 anni, monitorati per un periodo di 14 anni, dal 2009 al 2023.
La regione oggetto dello studio è una delle aree del Giappone dove il consumo di ramen è più elevato, con la più alta spesa annuale delle famiglie per questo piatto tipico. Nonostante le origini cinesi, il ramen è oggi considerato uno degli alimenti simbolo della cucina giapponese, apprezzato per la sua varietà di ingredienti: brodo caldo a base di miso o soia, noodles, carne di maiale, uova marinate, alghe e verdure.
I partecipanti allo studio sono stati divisi in quattro gruppi, in base alla frequenza con cui consumavano ramen. Il team di ricerca ha analizzato in particolare le differenze tra chi lo mangiava da una a due volte alla settimana e chi invece ne faceva un consumo più frequente, ovvero tre o più volte alla settimana. È emerso che quest’ultimo gruppo presentava un rischio di mortalità 1,52 volte superiore rispetto a chi lo consumava in modo più moderato.
Le cause principali sono legate all’elevato contenuto di sale e grassi saturi tipico di molte versioni di ramen. Sebbene la ricetta possa includere verdure e ingredienti nutrienti, l’eccesso di sodio nel brodo e i condimenti ricchi di colesterolo rappresentano un rischio potenziale per la salute cardiovascolare e renale, soprattutto se assunti regolarmente.
Miho Suzuki, docente dell’Istituto di Yonezawa e coautrice dello studio, ha commentato i risultati consigliando agli amanti del ramen di non rinunciare al piatto, ma di consumarlo con maggiore consapevolezza. «È importante bilanciare il ramen con verdure fresche e limitare l’assunzione di sale – ha spiegato –. Non è il ramen in sé a essere pericoloso, ma la frequenza eccessiva del consumo e la mancanza di equilibrio nella dieta complessiva.»
Lo studio, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica giapponese, ha un impatto rilevante anche a livello internazionale, considerata la crescente popolarità del ramen in tutto il mondo, Italia compresa. Il piatto è ormai diventato un’icona globale dello street food, spesso servito in ristoranti specializzati e locali etnici, ma non sempre nella sua versione più salutare.
Il messaggio principale che emerge dalla ricerca è chiaro: la moderazione è fondamentale. Anche un alimento gustoso e tradizionale come il ramen può comportare rischi se inserito troppo spesso nella dieta settimanale. La raccomandazione è quella di limitare il consumo a una o due volte a settimana, prestando attenzione agli ingredienti scelti e preferendo preparazioni meno ricche di sodio.