Il cantiere è finito, ma il caos è appena iniziato. A Verona, la riapertura di Ponte Nuovo, uno dei principali accessi al centro storico, ha portato con sé una nuova segnaletica che obbliga allo stop in direzione di piazzetta San Tomaso, scatenando una serie di criticità viabilistiche nella zona compresa tra Ponte Navi, Lungadige Rubele, Lungadige Sanmicheli e stradone San Fermo.
L’associazione VeroCentro lancia l’allarme: la nuova viabilità ha aggravato la circolazione e aumentato l’inquinamento. Il presidente Michele Abrescia parla di un quadrilatero completamente bloccato, con veicoli in coda per decine di minuti e situazioni di pericolo come auto che procedono contromano per accedere alla Ztl da via Ponte Nuovo.
La situazione si è ulteriormente complicata con la riapertura delle scuole, aumentando il flusso di traffico soprattutto nelle ore di punta, con il venerdì pomeriggio indicato come il momento più critico. L’intera area è già provata dai lavori in corso a Veronetta, che hanno modificato altri assi viari principali, spostando ulteriormente il traffico verso questa zona del centro.
Tra le strade più colpite:
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Lungadige Rubele, dove il nuovo stop su Ponte Nuovo ha causato lunghe file;
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Stradone San Fermo, congestionato dopo la chiusura in uscita del vicino Ponte Aleardi;
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Via Ponte Nuovo, dove si registrano tentativi pericolosi di accedere alla Ztl in senso vietato.
Per far fronte all’emergenza, VeroCentro propone una serie di interventi immediati e strutturali, frutto di confronti con residenti e attività commerciali della zona. Le proposte principali sono:
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Rimuovere lo stop su Ponte Nuovo, ripristinando il precedente assetto viario;
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Ampliare la Ztl facendola partire da Ponte Navi, per limitare il traffico di attraversamento;
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Riaprire Ponte Aleardi all’uscita dei veicoli privati, per distribuire meglio i flussi;
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Consentire la svolta a sinistra da Piazza Isolo verso via Carducci, per alleggerire Lungadige Re Teodorico;
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Modificare l’obbligo di svolta da Ponte Navi verso Lungadige Pasetto, permettendo di proseguire dritto su via XX Settembre, così da evitare percorsi tortuosi e carichi di traffico inutili.
«Queste misure contribuirebbero a ridurre l’impatto ambientale e rendere la viabilità più fluida e sicura», sottolinea Abrescia, evidenziando come l’attuale configurazione abbia aumentato i livelli di congestione e inquinamento nelle vie coinvolte.
L’associazione chiede un incontro con l’amministrazione comunale e gli uffici tecnici per discutere quanto prima le proposte, anche in vista della fine dei lavori a Veronetta, che potrebbe offrire l’occasione per un riassetto organico della mobilità urbana nella zona est del centro storico.
La questione tocca anche un tema più ampio: quello dell’accessibilità al centro cittadino, in un periodo in cui il bilanciamento tra tutela ambientale, mobilità sostenibile e vivibilità quotidiana è diventato centrale nel dibattito urbanistico.