Sarà il tribunale di Verona a giudicare Marco Campagnari, il 47enne accusato di aver ucciso il padre Franco, 67 anni, a coltellate nella villetta di famiglia a Lazise il 12 luglio 2024.
Secondo le indagini, la tragedia sarebbe esplosa durante un violento litigio legato alla vendita dell’abitazione, che l’imputato avrebbe dovuto lasciare. In quel contesto, Campagnari avrebbe impugnato un coltello da combattimento e si sarebbe scagliato contro il padre nello scivolo del garage, colpendolo con numerosi fendenti al collo e al corpo. Nonostante il tentativo disperato della vittima di difendersi, l’aggressione si è rivelata fatale.
L’episodio aveva destato profondo sgomento nella comunità locale, anche per la brutalità delle modalità con cui era stato consumato. Dopo l’arresto, l’uomo era stato ricoverato in ospedale e successivamente trasferito al carcere di Montorio.
Durante l’udienza preliminare, celebrata davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Verona, è stata accolta la richiesta della procura di rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato. Fondamentale, in questa fase, si è rivelata la perizia psichiatrica disposta su richiesta della difesa: l’accertamento ha stabilito che Campagnari è capace di intendere e di volere, escludendo quindi l’ipotesi di vizio totale o parziale di mente.
La decisione apre la strada al processo vero e proprio, che prenderà il via il 19 novembre davanti alla Corte d’assise di Verona. In quella sede saranno ascoltati i testimoni, valutate le prove raccolte e ricostruite nel dettaglio le dinamiche dell’omicidio.
Il caso ha riportato all’attenzione il tema dei conflitti familiari che possono degenerare in violenza estrema. La lite per la casa è stata individuata dagli inquirenti come il movente scatenante, ma durante il dibattimento la difesa potrebbe tentare di offrire ulteriori interpretazioni sul contesto in cui è maturato il delitto.
Per la comunità di Lazise si tratta di un processo molto atteso, che dovrà fare luce non solo sulla responsabilità penale dell’imputato, ma anche sulle ragioni di un dramma che ha spezzato un legame familiare nel modo più tragico.