Con l’inizio del nuovo anno scolastico, esplode la protesta per il trasporto pubblico locale nella provincia di Verona. A guidare la denuncia è il Partito Democratico, che lancia una proposta chiara: “Bus gratis per tutti gli studenti”.
Al centro delle critiche, la gestione regionale del servizio. Alessio Albertini, vice segretario del Pd veronese, parla di autobus insufficienti, corse tagliate e famiglie costrette a pagare abbonamenti senza avere la certezza del servizio. Secondo l’esponente democratico, la responsabilità è della Regione Veneto, accusata di non avere mai creduto davvero nel trasporto pubblico.
Uno dei casi più emblematici riguarda la Valdalpone, dove i genitori che avevano acquistato l’abbonamento annuale con posto riservato sul bus express hanno scoperto che la garanzia vale solo all’andata: al ritorno resta infatti disponibile un unico mezzo, incapace di soddisfare la domanda. “Si tratta di un servizio pagato ma non garantito, e non può essere liquidato come un semplice disguido di inizio anno”, sottolinea Albertini, ricordando la lettera di protesta inviata dai genitori ai sindaci della provincia.
Situazioni critiche emergono anche in Valpolicella. Qui, le modifiche alle linee 21 e 22 rischiano di ridurre la frequenza dei passaggi, con disagi aggiuntivi per studenti e pendolari. “Le famiglie non possono decidere di non mandare i figli a scuola – osserva Albertini –. In assenza di un servizio pubblico adeguato, devono ricorrere a mezzi privati, affrontando costi e difficoltà ulteriori”.
La denuncia del Pd non si limita ai disservizi quotidiani ma investe anche il piano politico ed economico. Nel 2019 il Veneto aveva contribuito con soli 10 milioni di euro al fondo statale per il trasporto pubblico locale, appena il 2,37%, penultima regione in Italia. La Lombardia, nello stesso periodo, aveva raddoppiato il fondo statale con risorse proprie. Nel 2024, il cofinanziamento regionale era sceso addirittura a zero, proprio mentre le aziende si trovavano a fronteggiare il caro energia e la carenza di autisti.
Il confronto con altre regioni mette ulteriormente in evidenza le carenze del Veneto. In Emilia Romagna gli studenti viaggiano gratis fino al diploma, in Piemonte addirittura fino alla laurea se in regola con gli esami. In Veneto, invece, il voucher è riservato a chi possiede un’auto o una moto, escludendo così la maggior parte degli studenti minorenni.
Per Albertini, anche la legge regionale di riordino del trasporto pubblico approvata nel 2025 “è rimasta lettera morta”. La richiesta finale è netta: “La Regione deve investire seriamente nel trasporto pubblico e garantire la gratuità almeno agli studenti, fino alla laurea. Se altre regioni lo fanno, non si vede perché il Veneto debba restare indietro”.
Scappati di casa
X i migranti li sono già
Forse ha bevuto.
Oramai i soldi degli abbonamenti degli studenti li hanno riscossi, le linee le hanno fatte e come tutti gli anni diranno che va tutto bene. Un appunto anche agli autisti che comunque potrebbero comunicare ad ATV tutte le criticità, gli autobus pieni, i ragazzi che non riescono a salire, che viaggiano come sui carri bestiame. Io non chiedo il trasporto gratis ma di avere un servizio decente
Gli autistisegnalano, semplicemente le menti sopraffine deigeniali dirigenti atv non li ascoltano pensandodi essere furbi.questo e’ uno dei motivi per cui gli autisti si licenziano e nonoartecipano ai concorsi. Il servizio purtroppo e’ pessimo e peggiora di anno in anno, tanto che sto iniziando a pensare che lo facciano apposta.
Campagna elettorale 🤣