Una fuga ad altissima velocità, cinque semafori rossi bruciati e una corsa finita contro un’auto parcheggiata. È quanto accaduto nella notte tra sabato 6 e domenica 7 settembre a Verona, dove la Polizia Locale ha arrestato un trentenne al termine di un inseguimento nelle zone della Zai e di strada La Rizza.
L’inseguimento
Tutto è iniziato durante un posto di controllo predisposto per la prevenzione delle “stragi del sabato sera” su disposizione del comandante Luigi Altamura. Alla guida di una Volkswagen Golf, l’uomo si è avvicinato all’alt con un’andatura incerta, zigzagando, ma anziché fermarsi si è improvvisamente lanciato a velocità sostenuta.
Da lì è scattato l’inseguimento: strade percorse in contromano, precedenze ignorate e cinque incroci passati con il semaforo rosso. In alcuni tratti, nel cuore della zona residenziale di strada La Rizza dove vige il limite dei 30 km/h, l’auto ha toccato i 155 km/h, mettendo a rischio l’incolumità di automobilisti e agenti.
Lo schianto e la cattura
La fuga è terminata quando la Golf, rallentata da un veicolo che stava entrando in un passo carraio, ha tamponato una Opel Corsa parcheggiata. A quel punto il conducente ha tentato di scappare a piedi, ma è stato subito raggiunto e bloccato dagli agenti.
Un passeggero che viaggiava con lui, invece, è riuscito a dileguarsi in direzione opposta, facendo perdere le proprie tracce.
Positivo all’alcoltest e trovato con coltelli
Condotto al Comando di Polizia Locale, il trentenne è risultato positivo all’alcoltest. La perquisizione ha portato al sequestro di un coltello multiuso e di un altro con lama di 11 centimetri, nascosto all’interno della cover del cellulare.
Le accuse e le sanzioni
L’uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, processato per direttissima e condannato a sei mesi di reclusione con pena sospesa. Oltre a ciò, dovrà rispondere della denuncia per guida in stato di ebbrezza.
Le violazioni al Codice della strada commesse durante la fuga, per un ammontare superiore ai 7.000 euro, saranno notificate al proprietario della Golf, cui è contestato anche l’incauto affidamento del veicolo.