Un’improvvisa ondata di maltempo ha investito il lago di Garda nel pomeriggio di venerdì 5 settembre, causando gravi difficoltà ai diportisti e costringendo le autorità a un’intensa attività di soccorso.
Le raffiche, che hanno raggiunto i 45 nodi, e onde oltre un metro e mezzo hanno colpito l’intero bacino, da Riva del Garda fino a Desenzano e Peschiera, sorprendendo numerose imbarcazioni. Complessivamente sono state 15 le persone assistite in diverse operazioni.
A Limone, una barca a vela ha perso l’albero, lasciando quattro velisti alla deriva: i vigili del fuoco di Riva li hanno recuperati e condotti in salvo a Campione. Poco più a sud, a Torri del Benaco, un diportista è rimasto bloccato a bordo a causa del mare grosso ed è stato riportato a terra in sicurezza dall’unità navale di Bardolino.
La situazione si è rivelata critica anche nel golfo di Manerba, dove la Guardia costiera è intervenuta in tre occasioni: prima per mettere al sicuro due turiste austriache intrappolate sull’Isola dei Conigli, poi per prestare aiuto a quattro diportisti rimasti fermi con le loro unità. In serata, infine, la Polizia di Stato ha soccorso a Sirmione tre turisti olandesi, la cui barca stava imbarcando acqua.
La gravità dell’evento ha portato Navigarda a sospendere i collegamenti di linea, mentre la cabina di regia della Guardia costiera di Salò ha coordinato gli interventi grazie al protocollo d’intesa operativo dal 2017, che coinvolge Prefetture, autorità locali, vigili del fuoco e militari.
Il sistema di sicurezza sul lago, potenziato con il sostegno della Comunità del Garda e delle Regioni, dispone attualmente di 10 unità navali e 40 militari, distribuiti tra gli uffici di Salò, Desenzano, Torbole e Lazise. Durante l’estate il personale è stato rinforzato per affrontare l’aumento di presenze turistiche. Solo dall’inizio del 2025 sono già stati registrati 130 interventi di soccorso e 252 persone assistite, a conferma della complessità delle operazioni su uno dei laghi più frequentati d’Europa.