Torricelle, il consiglio regionale rilancia il traforo: «Serve con urgenza»

Approvata a Venezia la risoluzione per accelerare il tunnel a nord di Verona. Centrodestra compatto, ma l’opposizione avverte: «Costi elevati e impatto ambientale grave»

Traforo Torricelle

Il consiglio regionale del Veneto rilancia con decisione il progetto del Traforo delle Torricelle, una delle opere viarie più discusse per la città di Verona. Durante la seduta del 2 settembre, è stata approvata una risoluzione presentata dal consigliere leghista Enrico Corsi, con l’obiettivo di accelerare l’iter per la realizzazione del tunnel che dovrebbe collegare l’area est e ovest della città, fungendo da passante a nord e alleggerendo il traffico urbano.

Corsi ha sottolineato l’importanza strategica dell’opera per tutto il territorio veronese, evidenziando i potenziali benefici in termini di mobilità, riduzione dell’inquinamento e sviluppo turistico e commerciale. «Serve un impegno concreto da parte di Comune, Regione e ministeri per portare a termine questa infrastruttura, attesa da anni e cruciale per la viabilità dell’intera provincia», ha dichiarato il consigliere durante il dibattito.

Soddisfatto anche Alberto Bozza, consigliere di Forza Italia, che ha definito il traforo una soluzione efficace per migliorare la circolazione sia interna che esterna alla città. Bozza ha ribadito la necessità di progettare l’opera con attenzione al contesto ambientale e urbano, proponendo che venga inserita tra le priorità infrastrutturali della Regione Veneto. «Va sostenuta ogni possibile forma di finanziamento – ha affermato – per garantire la realizzazione in tempi certi e con criteri sostenibili».

Il consigliere Renzo Masolo, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, ha espresso una netta contrarietà al progetto, giudicato dannoso per l’ambiente e insostenibile sotto il profilo economico. Masolo ha messo in guardia dai costi nascosti e dagli effetti collaterali, citando l’esempio della Pedemontana veneta, ritenuta responsabile di gravi impatti sul territorio e problemi ancora irrisolti come la contaminazione da Pfas.

«Costruire nuove strade non è la soluzione al traffico – ha dichiarato Masolo –. Occorre puntare sul potenziamento del trasporto pubblico, della mobilità sostenibile e delle infrastrutture pedonali e ciclabili». Secondo il consigliere, il traforo non diminuirebbe il numero di veicoli in circolazione, ma al contrario favorirebbe un aumento del traffico automobilistico, aggravando le criticità già esistenti.

Masolo propone invece di destinare le risorse economiche verso alternative a basso impatto ambientale, come il filobus o una metropolitana di superficie, capaci di trasformare Verona in una città più vivibile. «L’obiettivo non dev’essere facilitare le auto, ma ridurne drasticamente l’utilizzo, ripensando lo spazio urbano in funzione delle persone», ha concluso.

Nonostante il dibattito acceso, la risoluzione è passata con il voto favorevole della maggioranza, aprendo di fatto una nuova fase politica sulla vicenda del traforo. Resta ora da capire se e come l’amministrazione comunale vorrà recepire la sollecitazione regionale, e se il progetto troverà spazio tra le priorità di bilancio e pianificazione urbana nei prossimi mesi.

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6 mesi fa

Una urgenza che risale ai primi anni del 1900 ‼️‼️‼️😂😂😂😂‼️

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