La Lega scalda i motori in vista delle elezioni regionali d’autunno e sceglie Verona come crocevia delle proprie dinamiche interne. Da oggi a domenica, la festa di Oppeano – roccaforte leghista – diventa palcoscenico per leader, amministratori e militanti, ma anche terreno di confronto su candidature e strategie.
Il nodo principale resta la corsa alla presidenza della Regione Veneto. «Dopo quindici anni di buon governo crediamo che la Lega abbia tutte le carte in regola per esprimere il candidato presidente», ha dichiarato Paolo Borchia, eurodeputato e segretario provinciale, ricordando come in altre sei Regioni al voto la Lega non abbia avanzato richieste. Sul tavolo ci sono i nomi di Alberto Stefani, segretario veneto e deputato padovano, e quello di Lorenzo Fontana, presidente della Camera: una figura di peso, difficile da ignorare anche per la premier Giorgia Meloni.
Il generale che divide
A movimentare la festa, però, è soprattutto la presenza del generale Roberto Vannacci, eurodeputato e vicesegretario federale, considerato punto di riferimento dell’ala più a destra del partito. La sua partecipazione, insieme al consigliere regionale Stefano Valdegamberi, eletto con la Lista Zaia ma non tesserato Lega, ha suscitato tensioni tra i militanti.
Il timore è che Valdegamberi possa diventare il candidato di riferimento di Vannacci per Verona. Lo stesso generale, forte dei 76mila voti raccolti in Veneto alle europee del 2024, rivendica un peso elettorale non trascurabile, stimato intorno al 2% del consenso complessivo della Lega nella regione.
Diverse anime nella Lega veneta
Storicamente il “lighismo” veneto, guidato da Zaia, ha rappresentato un’anima più moderata e autonomista, distante dalle posizioni di Vannacci. Sul punto, Borchia sottolinea che «la Lega ha sempre raccolto diverse sensibilità e la presenza di profili come Vannacci ne è la conferma». La festa di Oppeano diventa quindi banco di prova: sabato sera sarà Matteo Salvini, leader del Carroccio e ministro delle Infrastrutture, a dare la linea, chiarendo quale sarà il futuro ruolo del generale all’interno del partito.
Le sfide interne a Verona
Oltre al dibattito sui leader, la Lega veronese è impegnata nella definizione delle liste per il Consiglio regionale. Tra i possibili candidati figurano:
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Elisa De Berti, vicepresidente uscente della Regione, vicina a Zaia;
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Filippo Rigo, consigliere uscente vicino a Salvini e Fontana;
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Alessandra Sponda, consigliera uscente;
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Matteo Pressi, sindaco di Soave e sostenitore di Stefani;
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Andrea Girardi, sindaco di Minerbe, insieme a Marco Franzoni, primo cittadino di Cerea, entrambi nell’area De Berti;
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Laura Bocchi, già consigliera comunale a Verona;
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Sara Moretto, sindaca di Buttapietra;
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Manuel Scalzotto, sindaco di Cologna Veneta ed ex presidente della Provincia.
La partita è aperta e l’eredità della Lista Zaia resta un bottino da conquistare. Tra equilibri interni e leadership in discussione, Verona diventa lo specchio delle tensioni e delle ambizioni di una Lega che punta a confermarsi protagonista della scena veneta.