L’esperienza delle zone rosse a Verona ha portato risultati ritenuti soddisfacenti, tanto che l’amministrazione comunale sta valutando di estendere la misura anche al quartiere di Veronetta. È quanto emerso durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato il 28 agosto in prefettura, alla presenza del sindaco Damiano Tommasi, di rappresentanti del Comune e delle forze dell’ordine.
Le zone rosse, introdotte a febbraio e poi prorogate fino a fine agosto, hanno rappresentato un provvedimento straordinario di presidio del territorio, con particolare attenzione a prevenzione dei reati e controllo del degrado urbano. Secondo quanto riferito dal sindaco, i dati raccolti dalle forze dell’ordine indicano una riduzione dei reati, a conferma dell’efficacia del dispositivo in termini di sicurezza.
Il confronto in prefettura ha aperto la strada a una possibile rimodulazione dell’intervento, che potrebbe interessare altre zone della città. Tra queste, è stata menzionata Veronetta, dove si stanno valutando condizioni e fattibilità per una futura applicazione. Come precisato da Tommasi, qualsiasi decisione spetta al prefetto, sentiti i membri del comitato.
Durante l’incontro si è discusso anche di fenomeni di marginalità sociale e presenza di persone senza fissa dimora, in particolare in zone turistiche come via Roma, il Liston e via Dei Mutilati. Secondo il primo cittadino, si tratta di un problema comune a molte città italiane ad alta affluenza turistica, che porta a una maggiore pressione sui servizi pubblici e sulla gestione della sicurezza.
In questo contesto, il Comune ha ribadito l’importanza di distinguere tra disagio sociale, microcriminalità e spaccio, sottolineando l’impegno già in atto dei servizi sociali e delle associazioni del territorio, tra cui La Ronda, attiva nell’assistenza alle persone in difficoltà. «Fare rete rimane l’unico modo per dare risposte efficaci», ha affermato il sindaco, riferendosi alla necessità di coinvolgere tutti gli attori istituzionali e sociali.
Altro tema emerso nel corso della riunione è stata la trasformazione di Verona in città metropolitana, una possibilità che, se concretizzata, permetterebbe di accedere a risorse aggiuntive, soprattutto in termini di personale per le forze dell’ordine. Tommasi ha evidenziato come Verona sia «la città capoluogo più popolosa d’Italia a non avere ancora questo riconoscimento», pur dovendo affrontare problematiche simili a quelle delle grandi metropoli italiane.
In attesa dell’arrivo dei 130 agenti promessi dal Ministero dell’Interno, il sindaco ha chiesto soluzioni stabili e non solo interventi straordinari. Le criticità attuali, secondo l’amministrazione, richiedono risposte strutturate e continue, per garantire sicurezza in modo duraturo.
Direi a tutto il territorio comunale ‼️‼️‼️‼️😎