Verona, multato per la rotonda arcobaleno: «Atto politico», ma il Comune respinge

Sanzione da 58,95 euro per l’attivista Zardini: per la polizia locale è danneggiamento, la Rete Rainbow parla di repressione ideologica

Un’iniziativa artistica si è trasformata in un caso politico a Verona. È stata infatti notificata una multa di 58,95 euro a Giovanni Zardini, attivista del Circolo Pink e della Rete Verona Rainbow, per aver partecipato alla colorazione in stile arcobaleno di una rotonda a Quinzano, nei pressi di via Villa, durante il festival Paratod@s dello scorso luglio. Per la polizia locale si tratta di danneggiamento di opere stradali, ma dalla rete LGBTQIA+ si solleva l’accusa di sanzione a scopo politico.

Il fatto risale ai giorni del festival organizzato in via Villa 25, dove la Rete Verona Rainbow aveva programmato una Rainbow Street per celebrare l’inclusione e la visibilità. Il progetto iniziale, che prevedeva un camminamento arcobaleno all’ingresso del festival, è stato ridimensionato e si è concentrato sulla decorazione dei cordoli della rotonda tra via Villa e via Santini, con colori lavabili.

Il verbale è stato recapitato il 22 agosto, ma a finire sanzionato è stato un solo attivista, Zardini. La Rete ha reagito denunciando una disparità di trattamento e ha fatto sapere che altri dieci partecipanti all’iniziativa si sono autodenunciati, tra cui Vincenzo Contreras, Roberto Aere, Valentina Vallo, e altri. Si sospetta che la polizia sia intervenuta a seguito di una segnalazione supportata da video, e la Rete ha avviato un accesso agli atti per verificarlo.

Secondo i promotori, la sanzione sarebbe legata all’impegno della rete nell’organizzazione del prossimo Pride veronese, ma anche a iniziative civiche portate avanti in via Villa, come la denuncia dell’abbandono dello stabile Iciss, oggi simbolo del degrado abitativo in città. «Se l’obiettivo è reprimere forme di attivismo sociale, la risposta sarà l’impegno continuato per i diritti e l’inclusione», ha dichiarato la rete cittadina.

Alla sanzione pecuniaria si aggiunge l’obbligo di ripristinare lo stato originario della rotonda, una condizione che gli attivisti giudicano paradossale, visto che – secondo loro – il cordolo era già visibilmente deteriorato prima dell’intervento. «Per rispettare la richiesta dovremmo scrostare anche il vecchio giallo sbiadito, ormai mescolato al grigio del cemento», si legge in una nota della Rete.

Il Comune di Verona ha replicato negando qualsiasi intento ideologico dietro il provvedimento. «L’intervento è avvenuto su segnalazione di cittadini e secondo quanto previsto dal Codice della Strada», hanno fatto sapere da Palazzo Barbieri, sottolineando che non vi è alcuna preclusione verso la comunità LGBTQIA+, come dimostrato – aggiungono – dalle iniziative promosse negli anni precedenti.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Altre notizie