Nel cuore del Busatello vive una colonia di 135 tartarughe palustri europee

Il monitoraggio tra Verona e Mantova conferma una popolazione stabile di Emys orbicularis e apre la strada alla nascita del primo centro veneto di ripopolamento

Una scoperta incoraggiante arriva dalla Palude del Busatello e dalla riserva naturale delle Paludi di Ostiglia: qui sono stati censiti 135 esemplari di Emys orbicularis, la testuggine palustre europea, unica specie autoctona di tartaruga d’acqua dolce presente in Italia e considerata a rischio estinzione.

Il risultato, definito «sorprendente» dagli esperti, è frutto di un meticoloso monitoraggio condotto dall’erpetologo Giovanni Bombieri insieme a Setota Vianello, studente di Scienze ambientali all’Università di Padova, con il supporto di tirocinanti, studiosi di Ca’ Foscari e Padova, membri del Gruppo Naturalistico Mantovano, il veterinario Samuele Aldi, oltre a Wwf Veronese Odv e associazione Ainy, responsabile della logistica.

Una specie elusiva e minacciata

La Emys orbicularis è inserita nella Lista Rossa IUCN tra le specie in pericolo e protetta dalla Direttiva Habitat europea. A differenza delle invasive tartarughe americane, predilige zone umide ricche di vegetazione e ambienti chiusi, dove si muove in modo discreto e silenzioso.

Per identificare ogni individuo, i ricercatori hanno utilizzato un metodo di marcatura basato su piccole tacche sul carapace, che consente di riconoscere gli esemplari in caso di ricattura e monitorarne le condizioni di salute. Questa tecnica ha permesso di raccogliere dati precisi e di confermare la stabilità della popolazione locale, ben più numerosa di quanto ipotizzato.

L’oasi del Busatello, un tesoro di biodiversità

L’area interessata dal censimento si estende per circa 80 ettari tra Gazzo Veronese e Ostiglia. La Palude del Busatello è riconosciuta come Zona speciale di conservazione, sito Ramsar e parte della rete Natura 2000. Qui trovano rifugio anche specie come il falco di palude, l’airone rosso, la rana di Lataste e numerosi anfibi e invertebrati tipici degli ambienti umidi.

Il monitoraggio rientra in un progetto promosso da Fondazione Cariverona, con il Parco del Mincio come capofila e la collaborazione dei Comuni di Gazzo Veronese e Ostiglia, del Wwf Veronese e della Lipu Mantova. Obiettivo: tutelare habitat e specie di interesse comunitario, migliorando gli ambienti, creando nuovi specchi d’acqua e riducendo le pressioni antropiche.

Verso un centro di ripopolamento veneto

L’importanza del dato non si limita alla fotografia della situazione attuale. Gli studiosi ipotizzano infatti che il Busatello possa diventare il primo centro veneto di ripopolamento della testuggine palustre europea, se le analisi sanitarie e genetiche confermeranno la vitalità della popolazione.

«Siamo in presenza di una comunità numerosa e stabile», spiega Bombieri. «Questo risultato ci offre una concreta possibilità di trasformare l’area in un punto di riferimento nazionale per la conservazione della specie».

Un traguardo che rafforzerebbe il ruolo del Busatello come culla di biodiversità, ma anche come modello di gestione sostenibile degli ambienti umidi, sempre più rari e preziosi nel contesto padano.

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