Ha lasciato l’ospedale di Borgo Trento a Verona uno dei due bambini di Gaza arrivati lo scorso giugno per ricevere cure mediche. Si tratta di un bimbo di cinque anni che, al momento del ricovero, presentava una condizione di grave malnutrizione. Durante il soggiorno in reparto di Oncoematologia pediatrica, diretto da Simone Cesaro, il piccolo ha seguito un programma di rinutrizione intensiva che ha permesso un recupero significativo.
In poco più di due mesi il bambino ha aumentato del 50% il suo peso corporeo, passando dai 9,2 chili registrati all’ingresso a valori che ora gli consentono una vita più stabile. L’équipe medica ha ritenuto possibile la dimissione, con la prosecuzione delle cure in ambito domiciliare. Il trattamento comprenderà profilassi antibiotica, antifungina e antivirale, necessarie a gestire un deficit immunitario di grado moderato riscontrato durante gli accertamenti.
La famiglia, composta anche dalla madre e dal fratellino sano, ha lasciato l’ospedale con il supporto della Croce Bianca. La Prefettura ha individuato per loro una sistemazione in cui poter affrontare questa nuova fase del percorso di cura. Per oltre sessanta giorni i tre erano rimasti in reparto, con il fratellino accolto in regime di ricovero sociale.
Il dottor Cesaro ha chiarito che le analisi svolte hanno già escluso alcune patologie costituzionali legate a malassorbimento, come fibrosi cistica e celiachia, ma le indagini genetiche sono ancora in corso per comprendere l’origine del deficit immunitario. Secondo lo specialista, la malnutrizione del paziente sarebbe stata determinata da una combinazione di fattori: condizioni ambientali difficili dovute al conflitto, infezioni intestinali ricorrenti e ridotta capacità di assorbimento dei nutrienti.
Ora che il piccolo è in grado di alimentarsi correttamente per via orale e di assumere i farmaci senza difficoltà, la dimissione rappresenta un traguardo significativo. La madre e il fratello potranno finalmente vivere al di fuori delle mura ospedaliere, dopo oltre due mesi trascorsi in isolamento.
Il percorso di monitoraggio proseguirà con controlli settimanali in ambulatorio, utili a seguire l’andamento della curva di crescita e a completare le verifiche cliniche. La vicenda del bambino mette in luce non solo l’impegno del personale sanitario veronese, ma anche l’importanza della collaborazione tra strutture ospedaliere, istituzioni e volontariato per garantire assistenza ai pazienti provenienti da contesti di emergenza umanitaria.