Verona punta sul surf urbano: primo parco d’Italia approvato dalla giunta

Via libera al progetto per un impianto di onde artificiali in località Bertacchina. Solo Bertucco vota contro

comune di verona

Verona si prepara a ospitare il primo parco italiano dedicato al surf urbano. Con l’approvazione dell’atto di indirizzo da parte della giunta comunale – a maggioranza, con il solo voto contrario dell’assessore Michele Bertucco – prende avvio l’iter istruttorio per la realizzazione dell’innovativo impianto sportivo in via Gardesane, zona Bertacchina.

L’iniziativa, di interesse pubblico secondo il Comune, prevede un impianto attrezzato per il surf artificiale, uno sport entrato nel programma olimpico e sempre più praticato anche da giovani e appassionati italiani. Il progetto sarà realizzato da un operatore privato e punta non solo a incrementare l’offerta sportiva della città, ma anche a generare benefici ambientali e territoriali.

“Può sembrare inusuale pensare a un’onda artificiale in un contesto urbano,” ha spiegato il sindaco Damiano Tommasi, “ma esperienze simili all’estero hanno dimostrato efficacia e grande partecipazione. Verona ha già una forte vocazione agli sport acquatici, anche grazie alla vicinanza con il Lago di Garda, e questo progetto può intercettare una domanda crescente e trasversale”.

Uno degli aspetti più significativi riguarda la cessione gratuita al Comune di terreni privati per un valore massimo di 2 milioni di euro, da parte del promotore del progetto. Si tratta di aree adiacenti al Parco comunale della Spianà, già oggetto di interventi finanziati tramite fondi PNRR. L’operazione permetterà l’ampliamento e la riqualificazione dell’area verde esistente, con un impatto positivo dal punto di vista paesaggistico e ambientale.

Il progetto è ora nelle mani del consiglio comunale, a cui spetterà la valutazione definitiva sull’interesse pubblico e l’eventuale approvazione della variante urbanistica necessaria. Prima del via libera definitivo saranno richiesti approfondimenti tecnici riguardanti il consumo energetico, l’impatto ambientale, la viabilità sostenibile e la rinaturalizzazione del sito.

L’intervento rientra nella più ampia visione di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile perseguita dall’amministrazione, e mira a coniugare sport, ambiente e nuove opportunità turistiche e occupazionali per la città. Il modello adottato riflette un approccio di tipo sussidiario, dove l’iniziativa privata si integra con l’interesse collettivo.

Restano tuttavia alcune perplessità espresse da chi, come Bertucco, ha votato contro, temendo un consumo eccessivo di suolo e possibili effetti collaterali sull’ecosistema locale. Elementi che saranno probabilmente oggetto di confronto nel dibattito in aula.

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