Truffe online in forte aumento: +125% di denunce nella provincia di Verona

Nel Veronese il boom dei reati digitali preoccupa: phishing e truffe su marketplace in cima alla lista. Belluno si distingue per contenimento dei casi

Le truffe informatiche crescono a ritmi allarmanti e colpiscono anche la provincia di Verona, dove, secondo una recente elaborazione di Truffa.net su dati Istat, Confartigianato e Il Sole 24 Ore, le denunce per reati telematici sono aumentate del 125,5% tra il 2019 e il 2023. Un incremento che colloca Verona al quarto posto in Italia per crescita dei raggiri online, contribuendo al posizionamento del Veneto tra le prime quattro regioni per incidenza complessiva del fenomeno.

Un quadro nazionale in forte espansione

Nel solo 2023 sono state oltre 300.000 le denunce per truffe digitali in Italia, con una crescita media del +10,3% rispetto all’anno precedente. Si tratta del secondo reato più denunciato a livello nazionale, subito dopo i furti. L’impennata è strettamente connessa alla diffusione capillare delle tecnologie digitali: più del 90% degli italiani è ormai stabilmente connesso, rendendo il Paese terreno fertile per il crimine informatico.

Le tecniche più diffuse: phishing, smishing e vishing

Il 55% delle truffe informatiche è riconducibile a tecniche di ingegneria sociale, come phishing, smishing e vishing, metodi che sfruttano l’inganno per rubare dati personali e bancari. Seguono, con il 20% delle denunce, le frodi su marketplace e piattaforme di compravendita, dove finti annunci o transazioni fasulle ingannano migliaia di utenti ogni anno.

Verona tra le province più colpite

L’analisi territoriale evidenzia Verona come una delle aree più colpite d’Italia: la crescita a tre cifre delle denunce pone la provincia in una posizione di rilievo negativo. Anche la media regionale è superiore al dato nazionale, con il Veneto che si piazza al quarto posto tra le regioni più colpite, dopo Toscana, Piemonte e Lombardia.

Belluno modello virtuoso

In controtendenza si posiziona invece la provincia di Belluno, che pur avendo un tasso elevato di denunce (678 ogni 100.000 abitanti), registra solo un +10% di crescita in cinque anni, la più contenuta tra le province monitorate. Un dato che secondo gli analisti potrebbe derivare da strategie locali di prevenzione e informazione più efficaci, e che può rappresentare un modello di riferimento per contrastare l’escalation nelle altre province venete.

Italia tra i Paesi più preparati alla cybersecurity

Nonostante l’incremento dei reati, l’Italia mantiene una posizione di rilievo a livello internazionale, risultando quinta nel National Cyber Security Index, indice globale che misura la preparazione alla sicurezza informatica. Tuttavia, la rapidità con cui evolvono le minacce online impone un costante aggiornamento delle strategie di difesa, sia a livello istituzionale che individuale.

Educazione digitale e prevenzione restano centrali

Alla luce dei dati emersi, sviluppare una maggiore consapevolezza sui rischi digitali si conferma essenziale. Riconoscere le truffe, diffidare dei messaggi sospetti e proteggere le proprie informazioni sono oggi azioni fondamentali per difendersi nel quotidiano.

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