È stato arrestato in flagranza di reato un cittadino italiano di 65 anni, già noto alle forze dell’ordine, dopo aver aggredito un giovane nel tentativo di sottrargli un bracciale e una collanina d’argento, per un valore complessivo stimato intorno ai 500 euro. L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì, in una zona compresa tra via Spina e via Pomposa, dove l’uomo ha cercato di fuggire dopo il fallito tentativo di rapina.
Determinante si è rivelata la pronta reazione della vittima, che nonostante l’aggressione fisica, è riuscita a sottrarsi alla presa e a contattare immediatamente la Centrale Operativa della Questura, fornendo in tempo reale la descrizione dell’aggressore. Grazie al contatto costante con gli operatori del 113, il giovane ha seguito i movimenti del malvivente, consentendo così alle pattuglie delle Volanti di rintracciarlo in pochi minuti.
I poliziotti lo hanno intercettato mentre cercava di allontanarsi dalla zona del tentato furto, riconoscendolo immediatamente grazie alle indicazioni fornite dalla vittima. L’uomo è stato bloccato e tratto in arresto con l’accusa di tentata rapina.
Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, l’aggressore avrebbe agito con violenza: prima ha tentato di strappare il bracciale dal polso della vittima, causandogli graffi su entrambe le braccia, poi, dopo il fallimento, avrebbe cercato di strappare una collanina d’argento prendendolo per il collo, ma anche in questo caso senza riuscire nell’intento. Subito dopo si sarebbe dato alla fuga.
Dopo le formalità di rito, il sessantacinquenne è stato condotto presso gli uffici della Questura di Verona, dove è stato dichiarato in stato di arresto. Il Pubblico Ministero ha disposto il trasferimento dell’uomo nella Casa Circondariale di Verona Montorio, in attesa dell’udienza di convalida.
Nella mattinata di martedì, il giudice ha convalidato l’arresto, aprendo la strada alla prosecuzione delle indagini e a un possibile processo per tentata rapina aggravata. Le forze dell’ordine sottolineano l’importanza della collaborazione cittadina, che in questo caso si è rivelata fondamentale per l’identificazione e il fermo del responsabile.