L’“ansia da tabellone” ha accompagnato fino all’ultimo oltre 7.400 studenti veronesi, ma ora i risultati parlano chiaro: il 99,9% dei candidati ha superato l’esame di Stato, confermando un trend positivo che attraversa licei, tecnici e professionali. Su 7.435 studenti totali, 6.358 provenivano dalle scuole statali, 825 dalle paritarie e 252 erano candidati esterni.
Un dato rilevante riguarda le eccellenze: circa il 6% ha ottenuto il massimo dei voti, tra 100 e 100 e lode. A fronte di prove giudicate nel complesso accessibili, i dirigenti scolastici notano però un cambiamento nel vissuto emotivo dei ragazzi: meno tensione, meno pathos, ma più pianificazione e orientamento al futuro.
Licei, lode alla prova di italiano e tanti studenti già proiettati all’università
“È andata molto bene anche quest’anno”, commenta Roberto Fattore, dirigente del liceo Scipione Maffei. Le valutazioni di ammissione, tornate a considerare il PCTO, cioè i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, hanno confermato la qualità dell’offerta formativa. “La soddisfazione maggiore è nei tanti 100 e 100 e lode registrati nei tabelloni”.
Molto apprezzata dagli studenti è stata la traccia di italiano, ritenuta attuale e coinvolgente, ma anche il brano di Cicerone è stato considerato di buona fattibilità. Fattore evidenzia come il sistema dei crediti triennali favorisca gli studenti più meritevoli, che arrivano all’esame con ampi margini. “Alcuni, già in quarta, si muovono per contattare le università. Un bene, ma si perde un po’ del pathos tradizionalmente legato al quinto anno”.
Al liceo Galilei il bilancio è altrettanto positivo. “Molti 100 e lodi, a conferma della qualità della preparazione”, fanno sapere dalla scuola. Unico appunto: la distribuzione non uniforme dei presidenti di commissione, che secondo alcuni dirigenti andrebbe gestita con maggiore equità.
Tecnici e professionali, più studenti puntano sull’università
Risultati nel complesso buoni anche negli istituti tecnici, dove però non sono mancate alcune difficoltà, soprattutto in alcune discipline specifiche. “La prova di elettronica è stata particolarmente ostica”, riferisce Biagio Marasco, vicepreside dell’istituto tecnico Marconi. Cresce l’interesse per il percorso universitario: oltre l’85% degli studenti del Marconi oggi prosegue gli studi, in netto aumento rispetto al 55% di trent’anni fa. Ingegneria ed Economia sono le facoltà più gettonate.
Anche il mondo della formazione professionale registra risultati incoraggianti, come spiega Daniele Furlani, dirigente dell’alberghiero Angelo Berti. “Ottime performance nei settori di sala, cucina e accoglienza turistica”, osserva, sottolineando la crescente richiesta nel mondo del lavoro, specie nell’hôtellerie e nella ristorazione. Tuttavia, permangono criticità legate alle condizioni contrattuali, che rischiano di spingere i diplomati verso l’estero.
Un esame che cambia: meno ansia, più orientamento
Secondo i dirigenti scolastici, l’Esame di Stato 2025 segna un ulteriore passo verso la maturità come tappa di transizione più che di “prova finale”. Se da un lato si conferma il buon livello di preparazione, dall’altro il clima emotivo è meno intenso rispetto al passato. Merito anche di un orientamento precoce e di un sistema che premia il merito già nel triennio.
Un cambiamento di prospettiva che fa riflettere su come la scuola stia evolvendo, tra valutazione continua e personalizzazione dei percorsi, in linea con le esigenze di un mercato del lavoro e di un sistema universitario sempre più dinamici.