Tornano a Verona gli artigiani del porfido per le strade del centro

Ripristinata una professionalità quasi scomparsa: il Comune avvia gli interventi di manutenzione con posatori specializzati

A Verona rivivono le antiche competenze artigiane nella posa del porfido, un mestiere quasi scomparso che torna oggi al centro dell’attenzione per la manutenzione del centro storico. Dopo una lunga fase di ricerca, il Comune ha assunto il primo dei tre posatori specializzati previsti nell’organico, dando così il via a un programma strutturato di ripristino della pavimentazione storica.

Uno dei primi interventi ha riguardato via Roma, dove il nuovo posatore ha iniziato l’opera di sistemazione delle caratteristiche lastre in porfido. Il prossimo intervento interesserà piazza Bra, nei pressi dell’Arena, un’area ad alta affluenza turistica e simbolica per la città.

L’iniziativa rappresenta un cambio di rotta significativo rispetto al passato. Come ha spiegato l’assessore alle Strade e all’Arredo urbano Federico Benini, per oltre un decennio si è fatto ricorso a soluzioni provvisorie e poco adatte, come il catrame, per coprire le buche sul selciato. “Finalmente possiamo garantire interventi mirati e continuativi nella prima Circoscrizione,” ha dichiarato Benini, sottolineando l’importanza del ritorno di una competenza capace di mantenere il decoro urbano rispettando le caratteristiche originarie del centro cittadino.

A luglio è attesa la pubblicazione del bando per la selezione degli altri due posatori, che andranno a completare la squadra comunale. Una volta formata la squadra, il Comune punta a risanare in pochi mesi le strade del cuore antico della città, rendendole più sicure e restituendo loro l’aspetto originale.

L’intervento è parte di un più ampio piano di valorizzazione del centro storico, che prevede l’utilizzo di materiali e tecniche compatibili con la tradizione urbanistica veronese. Il porfido, con la sua resistenza e valenza estetica, rappresenta infatti un elemento fondamentale del patrimonio urbano, che l’amministrazione intende preservare.

Il recupero di questa figura professionale è stato tutt’altro che semplice. La scarsità di manodopera specializzata ha richiesto mesi di ricerca, durante i quali si è valutata l’opportunità di bandire selezioni pubbliche per reperire nuove figure da inserire stabilmente nei servizi comunali.

Il progetto, oltre al valore pratico, ha anche una forte valenza simbolica e culturale, rimettendo al centro del dibattito pubblico il valore delle professioni manuali altamente qualificate, capaci di coniugare competenza tecnica e rispetto per la storia urbana.

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