L’episodio risale al 29 giugno dello scorso anno, quando il ragazzo si presentò sotto casa dell’ex fidanzata e accoltellò l’uomo che, in quel momento, si trovava con lei.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la vicenda fu l’atto finale di un’escalation di comportamenti minacciosi e violenti: dopo la fine della relazione, interrotta dalla donna per i continui atteggiamenti aggressivi, Bannour aveva iniziato a perseguitarla con messaggi ossessivi e intimidatori, arrivando a minacciarla e a manifestare intenti autolesionistici.
Quel giorno, sapendo che era lui a suonare il campanello, la donna evitò di aprire e uscì dall’abitazione per recarsi dalla madre, residente nello stesso stabile. Il nuovo compagno, ignaro della situazione, aprì la porta e si trovò davanti Bannour, che impugnava un coltello. L’aggressione fu immediata: la vittima venne colpita al fianco, vicino al rene, e tentò di fuggire per salvarsi. Il 25enne lo inseguì all’interno dell’appartamento, intenzionato a colpirlo ancora.
Solo la fuga verso la rampa dei garage, dove un vicino lo trovò seguendo le tracce di sangue, evitò conseguenze peggiori. Il ferito fu soccorso e trasportato in ospedale, mentre i carabinieri intervenivano per ricostruire l’accaduto. Dall’analisi del telefono della donna emersero foto che documentavano episodi di violenza fisica e numerosi messaggi minacciosi, sufficienti per far partire d’ufficio la denuncia per stalking.
Bannour, già sottoposto all’obbligo di firma per reati legati allo spaccio, era fuggito dopo l’aggressione. Nei giorni seguenti aveva continuato a scrivere alla ex, attribuendole la colpa di quanto accaduto e chiedendole se fosse stato denunciato. Venne rintracciato a Novara una settimana dopo e sottoposto a un provvedimento di fermo, successivamente convalidato dal gip Gianluca De Rosa.
Ieri, davanti al gup Livia Magri, il pubblico ministero ha chiesto una condanna a otto anni e quattro mesi di reclusione. Dopo la discussione della difesa, il procedimento è stato rinviato a nuova udienza.