Mense scolastiche, il 72% dei bambini promuove i pasti: meno sprechi e più educazione alimentare

Il report del progetto “La scuola a tavola” analizza 87.000 piatti serviti in 11 scuole primarie veronesi

mensa scolastica

Il 72% degli alunni delle scuole primarie veronesi coinvolti nel progetto “La scuola a tavola” ha espresso un giudizio positivo sui pasti consumati a scuola. È questo il dato più significativo emerso dal report dell’iniziativa, avviata dal Comune di Verona con il supporto di Cariverona e Agec, e condotta in 11 scuole primarie tra marzo e aprile 2024.

L’obiettivo dell’indagine è stato monitorare la qualità del servizio di ristorazione scolastica, analizzare gli sprechi alimentari e promuovere una cultura dell’alimentazione sana e consapevole. Un percorso che ha coinvolto oltre 29.000 pasti completi e 87.675 piatti analizzati, registrando uno scarto medio del 27,79%.

Il giudizio dei bambini e il ruolo degli adulti

Il monitoraggio quotidiano, durato cinque settimane, ha visto il coinvolgimento diretto di bambini, personale di mensa e insegnanti. Secondo l’assessora alle Politiche educative Elisa La Paglia, il progetto ha avuto successo perché “ha messo al centro i bambini, ma anche formato gli adulti che condividono i pasti con loro”.

La valutazione ha infatti evidenziato che il gradimento varia notevolmente da scuola a scuola, con differenze anche del 24% tra gli istituti. Tra i fattori determinanti, oltre al tipo di ricette servite, figurano elementi strutturali, organizzativi e relazionali, come la presenza di una cucina interna, la formazione del personale e la qualità della comunicazione tra educatori e alunni.

Un tavolo operativo è già al lavoro per migliorare le ricette risultate più critiche, con l’obiettivo di estendere gli aggiustamenti a tutte le scuole del Comune. Nelle sedi con criticità specifiche, invece, si procederà con interventi mirati a partire dal prossimo anno scolastico.

Educazione alimentare e formazione per tutta la comunità

Il progetto non si è limitato al monitoraggio dei pasti, ma ha incluso una vasta attività formativa rivolta a insegnanti, personale mensa e famiglie. La partecipazione è stata significativa:

  • 100% del personale cucina e mensa agli incontri in presenza

  • 70% dei docenti agli incontri online

  • 60% dei docenti agli incontri in presenza

  • 20% dei genitori dei Comitati mensa agli incontri dedicati

Particolarmente apprezzata anche la formazione online promossa da Ulss9 Scaligera, rivolta ai genitori dei Comitati di ristorazione. Su 135 iscritti totali, 50 hanno completato l’intero ciclo formativo, ricevendo l’attestato.

Lo studio di Foodinsider: tanti i fattori che influenzano il gradimento

La raccolta e l’analisi dei dati è stata curata da Foodinsider, che ha identificato una molteplicità di variabili che influenzano il consumo dei pasti: modalità di cottura e distribuzione, abbinamenti dei piatti, orari dei pasti, rumore in mensa e tempo disponibile per mangiare.

I risultati stanno già guidando correttivi per ridurre gli scarti, in un’ottica di economia circolare e sostenibilità alimentare. Secondo Antonio Ciappi, direttore di Qualità & Servizi, e Paola Trionfi, biologa nutrizionista, lo studio rappresenta una base solida per “intervenire in modo strutturato e scientifico sul sistema mensa scolastico”.

Orti scolastici e prevenzione: uno sguardo al futuro

Tra le iniziative collegate, la realizzazione di orti scolastici in due delle scuole pilota a cura dell’associazione Gea, che saranno estesi ad altri plessi nel prossimo anno. Si tratta di un’attività educativa che favorisce il contatto diretto con il cibo e rafforza l’attenzione per l’ambiente.

Infine, il progetto si inserisce in un disegno più ampio di prevenzione e promozione della salute pubblica. “Una corretta alimentazione in età scolare è fondamentale per prevenire patologie croniche come diabete, tumori e malattie cardiovascolari”, ha spiegato Sara Ferrari, medico del Servizio Igiene Alimenti Nutrizione dell’Ulss 9.

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