Verona – Oltre 2.700 interventi e più di 1.000 indagini nel solo 2024: è questo il bilancio delle operazioni condotte dalla Guardia di Finanza a Verona, illustrato in occasione della celebrazione dell’anniversario di fondazione del Corpo, tenutasi presso la caserma Martini con la partecipazione del comandante Italo Savarese. Un impegno costante, che ha portato a 270 soggetti denunciati per reati fiscali, 10 arresti e 70 milioni di euro di danni erariali segnalati alla Corte dei Conti.
I risultati sono il frutto di un’intensa attività di analisi del rischio, sempre più mirata a individuare i reati economico-finanziari più insidiosi e a contrastarli in modo capillare. Una strategia che si basa su strumenti investigativi sofisticati e su una presenza sul territorio capace di monitorare fenomeni complessi come frodi fiscali, riciclaggio e operazioni sospette, in un contesto che vede Verona prima provincia del Veneto per segnalazioni di operazioni anomale.
Nonostante la solidità del tessuto economico locale, ritenuto uno dei più dinamici del Veneto e d’Italia, la provincia veronese non è esente da rischi. Al contrario, la sua ricchezza e centralità logistica la rendono terreno fertile per interessi criminali, soprattutto in fasi storiche segnate da tensioni economiche e instabilità internazionale. Da qui l’importanza, come ha sottolineato il comandante Savarese, di garantire una sicurezza economico-finanziaria non solo per lo sviluppo economico e sociale, ma anche come elemento portante dell’intero sistema di sicurezza nazionale.
Durante la cerimonia, un momento speciale è stato dedicato ai 25 anni dell’ingresso delle donne nella Guardia di Finanza. Il comandante ha ricordato che la presenza femminile non ha rappresentato solo un passaggio storico verso l’inclusione, ma un autentico valore aggiunto per il Corpo: “Le donne finanzieri – ha detto Savarese – hanno saputo distinguersi per professionalità, merito e capacità, conquistando ruoli di responsabilità al pari dei colleghi uomini”.
Il discorso ha toccato anche le difficoltà nel contrastare il crimine economico, reso più arduo da professionisti che prestano le proprie competenze a favore di soggetti dediti all’illegalità, compromettendo l’efficacia dell’azione di giustizia. In questo senso, la Guardia di Finanza continua a rappresentare un presidio fondamentale per la legalità economica, attraverso un’azione quotidiana che si estende ben oltre la repressione, mirando a prevenire e disinnescare le infiltrazioni criminali nel sistema produttivo.