Scomparsa di Clara Rossignoli, perquisita l’ex casa della figlia ad Angiari

Accertamenti con luminol in via Bellè: le indagini proseguono su più fronti alla ricerca della 79enne scomparsa da aprile

carabinieri

Questa mattina, mercoledì 19 giugno, i carabinieri hanno eseguito una perquisizione in via Bellè ad Angiari, all’interno dell’abitazione un tempo occupata dalla figlia della donna, Marta Nardo. L’immobile, attualmente disabitato, è stato passato al setaccio alla presenza della stessa Marta, che ha assistito alle operazioni.

L’intervento è stato coordinato dalla Sezione investigativa scientifica di Verona, con il supporto del Nucleo operativo radiomobile di Legnago, e ha incluso l’impiego del luminol, un reagente chimico utilizzato per rilevare tracce biologiche invisibili a occhio nudo.

La perquisizione rientra nella più ampia indagine condotta dalla Procura di Verona, che sta ricostruendo con minuzia ogni dettaglio della vicenda, verificando ogni ambiente legato alla sfera familiare della scomparsa. L’obiettivo è individuare qualsiasi elemento utile a chiarire il destino della donna, di cui non si ha più alcuna notizia da oltre due mesi.

Clara Rossignoli viveva insieme al nipote Mattia Nascimben e alla sua ex compagna Erica Chiarion nella casa di famiglia a Porto di Legnago, da dove si sarebbe allontanata — secondo quanto riferito — senza lasciare traccia. Entrambi i conviventi sono attualmente indagati per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Gli investigatori hanno esteso il campo delle ricerche e degli accertamenti a tutte le proprietà e i luoghi riconducibili alla famiglia, inclusa la casa di Angiari, dove fino a qualche anno fa risiedeva Marta Nardo. L’abitazione è al momento chiusa e inutilizzata, ma gli inquirenti ritengono fondamentale esplorare ogni possibilità, nella speranza di trovare indizi o tracce che possano condurre alla verità sulla scomparsa della pensionata.

Il caso di Clara Rossignoli continua ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e rimane uno dei misteri più inquietanti dell’ultimo periodo nel Veronese. La speranza degli inquirenti è che, grazie a una meticolosa attività investigativa, si possano presto ottenere risposte concrete su cosa sia realmente accaduto alla donna.

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