Il confronto tra Fiom Cgil e Ammann Italy si fa sempre più teso. Dopo l’assenza al tavolo convocato dalla Regione Veneto, richiesto con insistenza dal sindacato, arriva la dura accusa del segretario provinciale Martino Braccioforte, che definisce “di malafede” l’atteggiamento dell’impresa. “Le accuse di aver disertato gli incontri sono inaccettabili – ha dichiarato – e confermano la volontà dell’azienda di evitare ogni confronto serio, con noi e con la Regione”.
Fiom avvia azione legale per condotta antisindacale
La situazione è degenerata ulteriormente con l’annuncio dell’avvio di un procedimento ex art. 28 per condotta antisindacale. Secondo la Fiom, l’azienda avrebbe preso decisioni fondamentali senza alcun confronto preventivo: la soppressione dei reparti Produzione e Magazzino nello stabilimento di Bussolengo, avviata senza crisi aziendale dichiarata e senza preavviso, rappresenta un atto grave, non solo per le modalità, ma per le conseguenze sui lavoratori e sull’indotto locale.
Lavoratori in sciopero da mesi: rabbia e preoccupazione
Le scelte unilaterali dell’azienda hanno scatenato mobilitazioni sindacali e scioperi protratti da settimane, a fronte di un’assenza totale di interlocuzione, denuncia la Fiom. “La preoccupazione tra lavoratori e lavoratrici è crescente – spiega Braccioforte – perché ogni possibilità di confronto viene elusa. Non è solo una questione occupazionale, ma di dignità e rispetto per il ruolo delle rappresentanze sindacali”.
Ammann: pronti al dialogo, ma non congiunto
Tramite Confindustria, Ammann Italy aveva emesso una nota ufficiale datata 11 giugno, sostenendo che “l’azienda è disponibile a incontrare l’Assessore regionale, ma non congiuntamente alla Fiom”, accusata di aver rifiutato precedenti proposte di incontro. La società ribadiva inoltre di voler aprire il dialogo nella sede aziendale, secondo le procedure previste, e invitava la parte sindacale a riprendere il confronto.
Un confronto bloccato e un sito industriale in bilico
La situazione dello stabilimento Ammann di Bussolengo appare sempre più incerta. La chiusura dei reparti senza un piano condiviso e l’interruzione del dialogo istituzionale mettono a rischio la continuità occupazionale di numerosi lavoratori. La Fiom Verona ha confermato la massima disponibilità a discutere in tutte le sedi istituzionali, sottolineando l’importanza strategica del sito per l’economia locale e l’urgenza di trovare soluzioni condivise.